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ESSERE CAPACI DI SCELTE CORAGGIOSE

Attraverso la rilettura dell'episodio narrato nel Vangelo di Matteo, capitolo 14, in cui si racconta, tra l'altro, della ragione per la quale Giovanni Battista fu imprigionato e poi ucciso, per ordine di Erode, colpevole di relazione illecita, si viene toccati dal coraggio che anima persone capaci di scelte importanti, senza badare al costo, disposte persino a perdere la vita. Anche oggi servono uomini e donne capaci di manifestare con coraggio la propria opinione, come sta accadendo, dopo anni di soprusi ed ingiustizie in Nord Africa e Medio Oriente. In particolare, oggi, la situazione morale del mondo richiede l'impegno di cristiani coraggiosi che, con metodi pacifici ma decisi e forti, si facciano sentire e come Giovanni Battista, armati di coraggio, lascino la "via larga", quella del disinteresse, la "via degli ammirati" e, nel caos e degrado morale, fuori dal coro, facciano sentire il grido di battaglia: NON TI E' LECITO !

Via degli Ammirati

Non ci avevo mai pensato prima d’ora, ma, qualche giorno fa, mentre stavo leggendo un articolo di un periodico sul  comportamento di masse sociali che formano maggioranze e minoranze a livello politico, ma anche religioso, mi sono reso conto che esiste un partito che pur essendo il meno famoso,  conta il maggior numero di  iscritti;  si tratta del  “P.P.P.” , le  cui iniziali si riferiscono alla seguente denominazione di partito: “Per Partito Preso”.

Gli iscritti sono prevalentemente delle bravissime persone, disciplinate, osservanti, e costituiscono un gruppo omogeneo che procede a testa bassa e non avverte mai il bisogno di farsi un’idea propria.

Tutti gli aderenti sono intruppati, allineati e coperti come soldatini  che obbediscono ciecamente a regole ed  ordini senza comprenderne mai la ragione ed il fine.

Di solito la formazione e l’insegnamento che si riceve in questa via, che possiamo con giusta ragione, chiamare "VIA DEGLI AMMIRATI" è tale da indirizzare i nuovi simpatizzanti ad assomigliare ad un modello di persone che rinunciano a pensare con la testa propria. 

Nella stessa via degli ammirati, le persone si impegnano, con tutti i mezzi possibili, ma sempre con il sorriso stampato sulle labbra, a farsi largo per occupare  un posto in questo partito, dove si viene sistematicamente bombardati da nozioni ed insegnamenti che poco hanno a che vedere con stimoli a pensare, a farsi  un’idea propria, a riflettere, a capire.

Al termine di questo periodo iniziale di formazione si è allenati a dare risposte preconfezionate ed automatiche, fondate su esteriorità e preconcetti, considerando quelli che pensano e che cercano di capire, come nemici e concorrenti, piuttosto che soggetti con una propria dignità.

Sì, è vero, anche in campo religioso possono verificarsi situazioni simili; anche lì, certi “soggetti strani” che osano pensare con la propria testa, dopo aver conosciuto il Signore che dona libertà vera, vanno, secondo i dirigenti di questo speciale partito, immediatamente e decisamente, repressi prima e, se non bastasse, vanno, senza mezzi termini, espulsi, allontanati perché considerati pericolosi.

I dirigenti del P.P.P. , che indice manifestazioni anche di livello mondiale, che organizza feste, convegni, riunioni speciali, sono in genere persone che invece che lavorare per l’unità, come cercano di far credere, si danno un gran da fare per disunire, selezionare accuratamente e separare  per raggiungere l’obbiettivo di una omogeneizzazione, tale da usare lo stesso linguaggio , stessi ritmi monotoni, dopo aver fatto sì che gli aderenti abbiano consegnato il proprio cervello alla discarica.

Pensandoci bene questo partito sta prendendo piede in molti ambiti sociali e religiosi anche se le giovani generazioni e soprattutto le donne stanno risvegliandosi e manifestando qualche dissenso. 

Il guaio vero è che il "P.P.P." detiene la maggioranza assoluta in quasi tutti gli ambiti in cui è presente. Per questa ragione  condiziona la vita di quei pochi che non sanno rinunciare alla propria dignità ed al proprio senso critico, con la conseguenza che diventano antipatici, scomodi e fastidiosi.

No … non siamo e non vogliamo diventare cristiani “per modo di dire”, credenti addomesticati, manichini, pappagalli e signorsì per i capi corrente;  non ci teniamo affatto ad iscriverci all’elenco degli aderenti al P.P.P., né ad occupare posizioni e ruoli in questo e in nessun altro partito politico o religioso.

D’altronde non avremmo scelto di essere impegnati  in una radio come Radio Evangelo e di frequentare un ambiente dove si può ancora ragionare con la propria testa senza il pericolo che te la taglino … subito.

Per scelta abbiamo rinunciato a gratificazioni personali e ruoli che forse, anche noi, al pari di altri, avremmo potuto ricoprire per la semplice ragione che il Maestro di cui abbiamo risolutamente deciso di seguire l’esempio, ci ha insegnato ed indicato una Via, che è quella che stiamo cercando di percorrere tra molte difficoltà, pacificamente, rispettando ruoli e regole.

Siamo fra quelli che non si lasciano incantare da premi e riconoscimenti, pacche sulle spalle, gesti di stima e considerazione, incarichi e spazi in cui muoversi; la "VIA DEGLI AMMIRATI", per l'appunto, dove vediamo "scialare", a destra, al centro ed a  sinistra emolumenti e premi.

Basta che sei d’accordo con uno dei capi corrente, che ti fai “benvolere” e parli in modo tale da non disturbare, insomma che “ credi”, ma con un certo senso della misura, in quello "in cui dici di credere".

Questo stato di cose non può che riempire il cuore di una profonda amarezza; vedere persone che abbiamo stimato comportarsi come i dirigenti di un partito che senza farsi troppo notare mirano a farsi conoscere, come pavoni, ed a fare carriera nel partito P.P.P. .

Che cosa resterà di quelli che parlano ed agiscono “per partito preso”, quelli che, per non scomodare nessuno, parlano a favore di tutti cercando di conciliare tutto, predicando un vangelo, privato della sua potenza; quella  Parola che denuncia il peccato ed illumina le coscienze per salvare l’anima di chi ne accetta il Messaggio, che punta il dito per poi perdonare, guarire, salvare, che indica la via stretta, dove si cantano inni in un coro in cui tutte le voci sono distinte e dove regna l'unico Re, Gesù di Nazareth, del quale possiamo fidare pienamente perché ha dato la sua vita per la nostra libertà, la nostra pace, la nostra forza, il nostro coraggio, la nostra salvezza, la nostra vita eterna.

                                                                                                    A.D.

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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