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La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

Potenza del Cristianesimo

"Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno. Non vi lasciate trasportare qua e là da diversi e strani insegnamenti; perchè è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia, non da pratiche relative a vivande, dalle quali non trassero alcun beneficio quelli che le osservavano." (Ebrei 13:8,9)

Dio è luceHo considerato che, dove la libertà di pensiero e di espressione è negata, pare che vi sia unità, concordia e ordine.

Lo sappiamo tutti, però, è solo apparenza!

Dove la libertà è, in una certa misura, diffusa,  si assiste, invece, al sorgere di discordie, polemiche, lotte intestine, persino tra appartenenti alla stessa famiglia, dal punto di vista sociale e culturale.

Accade così anche in campo religioso e …  per restare vicino a noi anche in ambito cristiano.

Ma guarda un po’ … mi sono detto … allora, dove c’è libertà … c’è più disordine?

Ma no!  Non è così, vero?

Sappiamo benissimo che la libertà è un "bene" prezioso, anche se, molto raro; se ne parla tanto ma, nella pratica, assistiamo a fatti che dimostrano quanto sia invece spesso oggetto di soffocamento, in molte nazioni, dove pare che tutto sia in perfetta armonia ed ordine.

E’ proprio il caso di ricordare una  famosa frase: tutto in ordine  e niente a posto!

Come si può spiegare, allora, il paradosso  che  dove c’è libertà, pare vi sia disordine?

La libertà è preziosa e sappiamo anche … che essa è un indice importante di vitalità.

Armonia, concordia, unità ... sembrano essere in contrasto con la libertà; sappiamo bene che non è così, se accettiamo l'idea che la corcordia non equivale ad uniformità di opinioni e annientamento di differenze.

Per quanto abbiamo imparato, poi, la libertà nel campo spirituale, per restare nel nostro tema,  è un indice della presenza dello Spirito Santo, che induce a vivere in pace, nell'unità, nella concordia, ripeto,  e nel rispetto reciproco.

 Stiamo parlando di vera libertà e di vera presenza del Signore, naturalmente!

E allora?  Che cosa è meglio?

La libertà o un regime?

Basterebbe pensare alla storia, al medioevo ed all’inquisizione, per esempio, per formarsi un'idea su che cosa è meglio!

Non v’è dubbio che noi cristiani siamo per la libertà, quel tipo di libertà, però, che ci fa rinunciare, non di rado,  a far valere le nostre ragioni per amore dell’ordine.

Lo so … sembra una contraddizione, ma lo è solo in apparenza: la libertà nell’ordine.

Questa è la difficoltà che spesso genera quei conflitti insanabili anche intorno a noi; nella chiesa non si deve combattere con le armi che usano i politici o i potenti del mondo economico.

Ci vuole pazienza, bisogna aspettare; tutti i nodi vengono al pettine, prima o poi,  senza che ci agitiamo … per questo la Bibbia ci invita a pregare ed a saper aspettare.

La libertà è preziosa e va difesa … ma attenzione !

Sì … ci vuole attenzione.

Invece, ecco lo scenario intorno a noi.

La cosa stupefacente è che anche la chiesa del Signore è investita da questo genere di problemi; proprio così!   Basta aprire gli occhi.

    Il Cristianesimo, però,  non è una religione qualsiasi.

Domandiamoci: come ha potuto il Cristianesimo resistere fino ad oggi e non essere travolto da discordie, contese, visioni così diverse tra loro … anche se,  spesso, si è trattato  di fattori di scarso rilievo dal punto di vista dottrinale e di condotta morale?

Come può essere possibile che il Signore …  ancora spanda benedizioni, guarisca, liberi e salvi anime, dando pace e gioia nel cuore di chi si apre, oggi, al messaggio del Vangelo?

Eppure è così!

Il Signore è lo stesso, lo Spirito Santo agisce e convince di peccato anche dove la libertà è soffocata e dove nascono discordie, contese, e persino scandali.

Certo … occorre una riflessione sulla responsabilità che abbiamo tutti di conservare l’unità dello Spirito ed offrire al mondo una testimonianza dignitosa dal punto di vista cristiano.

Ma questo è un tema molto vasto.

Va detto con chiarezza che …  sia l’ordine che  la libertà  sono importantissimi requisiti della vita spirituale.

Abbiamo maturato la convinzione  che il disordine che si genera nella libertà (vera libertà, s'intende), è, solo apparentemente, disordine.

Sappiamo inoltre che dove la libertà di parola, di informazione, politica, religiosa e soprattuto di pensiero, viene negata è perchè ci sono di  mezzo interessi  economici,  di potere temporale,  di orgoglio e prestigio personale ed altro ancora.

Ma anche questo è un tema vastissimo che non possiamo sfiorare in questo spazio.

Restiamo quindi nella nostra piccola analisi;  per comprendere cosa ci conviene fare ...  per  non cadere nella trappola del caos che esiste oggi, che crea scandalo e rende poco credibile la nostra testimonianza.

Attenzione però.

E' vero, rende, talvolta,  poco credibile la “nostra” … testimonianza … non il Messaggio del Vangelo, che invece continua a sviluppare miracoli e prodigi, grazie alla potenza inesauribile che è nel cuore del cristianesimo, vale a dire la persona e l’opera di Cristo.

Questo dato, legato alla immutabilità della potenza rigeneratrice dell’opera di Cristo è la prova che siamo nella Verità.

Mentre  il fatto che,  le divisioni, i contrasti, le polemiche, le diatribe religiose non siano riuscite, nel corso di più di venti secoli, a scalfire la credibilità e la capacità di persuadere le coscienze da parte del  Vangelo … conferma e dimostra che questa opera ... è da Dio!

L’evangelo è, davvero,  potenza di Dio.

Questo è il messaggio che offriamo a coloro che leggono queste righe, non la nostra religione, non la denominazione a cui apparteniamo  ma … Cristo stesso.

Non la nostra persona, nemmeno la nostra testimonianza che spesso non fa onore a Colui che serviamo;  ma l’opera che il Signore ha compiuto proprio in persone come noi e come  altri milioni che ci hanno preceduto.

Siamo seguaci di Gesù ed amiamo la sua opera, al punto tale da mettere all’ultimo posto qualsiasi altro interesse.

Non si tratta di una forma di fanatismo, ma di amore per la libertà dello Spirito, che  soffia su noi ed agisce,  spingendoci  a rinunciare a qualsiasi nostra ragione … per quanto nobile ed importante possa essere ... per servire la causa del Messaggio del Vangelo, che non potrà essere interrotta o soffocata da chicchessia.

In che cosa consiste la potenza del cristianesimo.

Essa è, significativamente, ben rappresentata da un evento straordinario; mi riferisco al momento in cui Gesù, morente sulla croce, esprime tutto il suo profondo abbattimento e senso di abbandono … gridando : "Ho sete".

Sembra vinto! … tutto finito! … la fine di un sogno per tanti discepoli e seguaci di quel tempo … invece no!

E' Gesù che ha vinto veramente, per sempre!

La sua vittoria è racchiusa in quelle ultime parole dette sulla croce: E’ compiuto.

A questo proposito, dovendo concludere, cito una espressione pronunciata da un soldato che aveva assistito a tutta la scena, che ancora adesso mi fa emozionare; la leggo dal Vangelo di Matteo cap. 27 verso 54.

Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesú, visto il terremoto e le cose avvenute, furono presi da grande spavento e dissero: "Veramente, costui era Figlio di Dio".

Che potenza straordinaria, capace di persuadere anche i più grandi bestemmiatori e nemici del vangelo!

E’ così!

Noi non siamo stati capaci di offrire al mondo una testimonianza come quella auspicata dal nostro Signore, infatti siamo … un po’ sparpagliati.

Restiamo tuttavia abbagliati dal Suo amore  e dal suo potere, dal soffiare del vento dello Spirito che trasporta e conduce il seme della Sua Parola, oggi, in particolare, mentre s’avvicina il tempo della raccolta finale.

Non abbiamo e non usiamo grandi mezzi per far conoscere questo messaggio, non ci servono slogan pubblicitari, come quelli che usano i politici o tutti coloro che vogliono convincerci che non possiamo fare a meno di questo o quel telefonino o televisore o computer, o automobile o altro ancora.

Duemila anni di cristianesimo, discepoli disposti a morire pur di non rinunciare a testimoniare della fede in Cristo Gesù, sono la dimostrazione che  tu ed io non possiamo fare a meno di una cosa sola … se veramente vogliamo essere salvati … di Gesù di Nazareth, morto sulla croce circa duemila anni fa, per pagare il prezzo di riscatto per tutti coloro che si convertono ... non ad una religione ... ma a Cristo.

Gesù è morto … ma è anche resuscitato ed è vivente.

Ancora oggi lo Spirito Santo, mandato dal cielo, soffia sulla terra e parla di Lui all’umanità tutta.

Nessuno è escluso.

Il Signore sta arrivando, c’è poco tempo, vieni anche tu, ricevi il Suo messaggio.

La verità non è in una religione, in una delle tante denominazioni cristiane, ma in Cristo che fa sentire liberi anche coloro che dovessero trovarsi a vivere in una prigione.

      Antonio Deliso  

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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