Streaming Flash

Lettore rapido: clicca play
« maggio 2012 »
maggio
lumamegivesado
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031
Gestione dei contenuti

La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

Il Signore lo sa!

Percorrevo, qualche giorno fa, un tratto autostradale molto frequentato…. una strada a scorrimento veloce….percorsa da molti TIR, pulman ed automobili. Ero diretto verso un luogo che conosco bene… attraverso un percorso che compio spesso; ero persino convinto di non poter sbagliare strada nemmeno ad occhi chiusi. Ed invece…. chi lo sa?

 

una strada

 

Forse per un attimo di distrazione, ad un certo punto mi accorsi di aver superato lo svincolo che conduceva nella direzione della meta che volevo raggiungere.
Fui colto, al momento, da un senso di fastidio e di disappunto per il tempo che avrei perso; il che avrebbe comportato  il fatto che sarei giunto  in ritardo all’appuntamento.
Detesto, infatti, presentarmi in ritardo ad un appuntamento ed esordire con l’antipaticissima frase…”chiedo scusa per il ritardo”.

Questa distrazione determinò un  allungamento del percorso di qualche decina di chilometri, con un aumento della percorrenza di circa 30 minuti.
Quando giunsi al mio appuntamento, in ritardo naturalmente, provai a scusarmi, preparandomi a spiegare le ragioni dell’inconveniente; fui però preceduto dal mio interlocutore il quale mi chiese:

come hai potuto arrivare così presto?

Pensai subito che mi stesse prendendo in giro, ma la stessa persona proseguì dicendomi che gli era giunta notizia che sulla  strada che, partendo dallo svincolo autostradale, avrei dovuto percorrere per raggiungere la località dell’appuntamento, si era verificato un bruttissimo incidente che aveva coinvolto un  camion e diverse automobili;  in quel momento era ancora bloccata alla normale circolazione perché percorsa da mezzi di soccorso.

Non nascondo che provai un po’ di vergogna  per quel pensiero che era salito nella mia mente, per quel disappunto e fastidio avvertito quando avevo constatato le conseguenze della mia distrazione.

Naturalmente, dovetti superare quel momento e spiegare che, in realtà, avevo sbagliato strada e, mentre mentalmente ringraziavo il Signore per un molto probabile pericolo scampato, proseguii la conversazione con  il mio interlocutore svolgendo le attività per le quali mi ero recato in quella località.

Sulla strada del ritorno ebbi modo, però senza distrarmi,  di riflettere sul fatto che certi contrattempi ci possono sembrare del tutto casuali e negativi, come quegli eventi imprevisti che comportano cambiamenti, non desiderati, nei nostri programmi.

Ho pensato, in quei minuti,  a quante volte il Signore ci ha risparmiato difficoltà e problemi intervenendo, inaspettatamente e prontamente, cambiando i nostri programmi.

Sì, è verissimo, sulla strada, in automobile, dobbiamo stare attenti, non dobbiamo distrarci, ma è anche vero, che non possiamo né dobbiamo meravigliarci quando il Signore interviene producendo cambiamenti inaspettati che sembrano procurarci solo danni o fastidi.

A questo punto mi piace ricordare quello che l’apostolo Paolo scrive nella lettera ai credenti di Roma, agli italiani, anche a noi quindi.
Bibbia…Nuovo Testamento…Lettera di San Paolo ai Romani ...capitolo 8 verso 28.

"Or  sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno."

Come è chiara la Parola di Dio!
Quante volte abbiamo giudicato negativamente gli eventi che ci riguardano?
Quante volte, invece, abbiamo realizzato che persino le avversità, certi errori, le afflizioni, la malattia, talvolta hanno comportato svolte positive nella nostra vita?

E’ come se qualcuno, in ogni occasione fa sì che fatti, circostanze, esperienze avverse, siano trasformate in modo tale da costituire meravigliose opportunità per realizzare che Dio è ...dalla nostra parte, non ci lascia  e non ci abbandona …proprio come è detto  nelle sue preziose promesse che leggiamo nella Sua Parola….la Bibbia.
Sì, è proprio così, tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio.

Che ne dite?  Possiamo confidare nel Signore?

Quindi, in conclusione, anche se stiamo attraversando un periodo difficile,  non dimentichiamo mai che il Signore  ci ha chiamati e ci ha anche giustificati per essere glorificati, proprio come è scritto nei versi successivi della stessa lettera di San Paolo.

Contrattempi, contrasti, avversità, non potranno mai comportare il fatto che ci possiamo perdere lungo il nostro pellegrinaggio.

Dobbiamo custodire gelosamente la certezza che Dio è capace di portare a termine il Suo progetto di salvezza per chi confida in Lui.

In qualsiasi condizione veniamo a trovarci, dobbiamo ricordare che “il Signore lo sa”; e questo fatto costituisce una garanzia di salvezza ed un motivo di serenità  ed anche di gioia intensa, indescrivibile.

Antonio Deliso

Azioni sul documento
Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

Altro…
 
Strumenti personali