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RITROVARE LA STRADA

Capita di avvertire nell'anima la necessità di fare il punto della situazione in cui ci troviamo a vivere, forse perché siamo costretti a farlo, in particolare quando abbiamo la netta sensazione di aver sbagliato strada, trovandoci a vivere momenti di delusione ed amarezza che non ci aspettavamo di incontrare lungo il cammino. Ed allora ...

Per ritrovare la strada che conduce alla meta che desideri raggiungere avresti bisogno di una bussola di un genere, però, che non possedi.

E' quanto ti capita, quando senti di aver perso l'orientamento e provi all'improvviso, un senso di smarrimento in presenza di esperienze negative, oppure quando ti sembra di non trovarti nel posto giusto, circondato da persone "estranee".

Nascono, allora, tantissime domande alle quali devi assolutamente trovare una risposta  se non vuoi correre il rischio di comportarti come uno struzzo che, secondo quello che si dice,  per non vedere il pericolo mette la testa sotto la sabbia, non per paura, ma nella convinzione di non subire danni dal pericolo incombente, costituito da belve o assalitori.

Pensi in questi momenti : forse ho sbagliato strada, oppure avrò compiuto scelte di vita che mi hanno procurato del male, invece del bene che pensavo di trovare.

Devi tornare indietro, allora?

Già, ma in quale direzione, visto che ti trovi nel bel mezzo di un deserto!

Grazie a Dio, però, all'improvviso, vieni soccorso da un pensiero che nasce nell'anima e sale dal profondo del cuore fino ad invadere la mente.

Una voce ti sussurra dentro il cuore: "in fondo non è importante dove ti trovi adesso, ma sapere dove vuoi andare, avere un'idea chiara sulla meta che desideri raggiungere".

Già, ma a questo punto ci vuole una indicazione!

Ecco allora subito davanti a te, in mezzo al deserto in cui stavi vagando, tracce evidenti di qualcuno che ti precede; orme molto chiare, lasciate da chi vuole essere la tua guida fino alla meta.

Eppure poco fa non le avevi viste!

Sono apparse appena un momento dopo che hai avvertito quel senso di paura per le insidie che sono in mezzo al deserto, esattamente nell'attimo in cui hai, inconsciamente, emesso un "grido silenzioso" di aiuto.

Queste tracce che vedi ora, ti fanno ricordare che Colui che ha iniziato in te un'opera è capace di portarla a compimento, che non ti ha fatto giungere sin qui per lasciarti nel deserto.

Ricordi allora di aver letto: "E' stata un bene per me l'afflizione subita, perché imparassi i tuoi statuti" ( Salmo 119:71)

Sì, sarà proprio così, perché sai anche che "... tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno" (Lettera ai Romani 8:28).

Sì, è proprio vero, devi ammetterlo, trovarti in queste difficoltà ha fatto molto bene all'anima tua; ha ridimensionato la tua presunzione di essere bravo, di essere capace di affrontare da solo le tue difficoltà.

E poi, pensi pure che se ti trovi in una certa compagnia è forse perchè il Signore vuole usarti per trasmettere  questa tua esperienza e per offrire quello che non sempre ti è stato offerto: amicizia, affetto sincero, un amore compassionevole simile a quello di Colui che ti ha fatto intravedere queste chiare orme davanti a te.

Sì, sei proprio sulla buona strada, nonostante le criticità che vivi, le insidie, i pericoli di agguati da parte di animali feroci che, però, non ti potranno fare alcun male se continuerai a seguire le orme che sono apparse improvvisamente.

Eppure, adesso che ci pensi, queste chiare tracce, queste orme lasciate sulla sabbia erano depositate nella tua mente e nel tuo cuore, incise indelebilmente, a caratteri di fuoco, da quando hai conosciuto il Nome di Colui, di cui la tua Bibbia, che, per inciso, è sempre rimasta nello zaino che porti in spalla, parla dalla prima all'ultima pagina: Cristo Gesù, che non ti lascia  e non ti abbandona anche quando sbagli strada o compi scelte che ti portano fuori strada.

Però! Che meravigliosa constatazione!

E' bastato un pensiero, un attimo di paura, un grido di aiuto, come capitò all'apostolo Pietro più di duemila anni fa:  "Signore salvami" ed ecco subito le tracce del suo passaggio davanti a te.

Così, anche in mezzo a  compagni di viaggio che non ti sono stati di aiuto e qualche volta ti hanno pure ferito, prosegui il tuo viaggio verso "una città da abitare" dove è la gente che ami, la tua gente, la tua famiglia, con la pelle bianca e gialla, rossa e nera, che ti ha preceduto in questo viaggio, sulle orme del Maestro.

A.D.

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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