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La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

E' ora di svegliarsi!

Non vorrei pensaste che intendo mancarvi di rispetto, volendo quasi sottintendere che siete assopiti; il pensiero che sto per portarvi deriva dal fatto che ho sentito una Voce, una Voce speciale, dentro di me, che conosco bene e che mi ha indotto a riflettere proprio sull’importanza di saper ascoltare e riconoscere quella Voce speciale a cui ho appena fatto riferimento.

Sveglia!Ti senti già ben sveglio/a? 

E’ chiaro che non voglio mettere in discussione il fatto che tu possa essere un po’ addormentato/a dal punto di vista spirituale.

Il senso della mia domanda è chiaramente di altro tenore.

Parte dalla considerazione di quello che vedo e ascolto, anzi di quello che avverto nel cuore.

Pare … ne parlano in giro, che  è penetrata, si è diffusa e radicata … una certa apatia, una impenetrabile indifferenza, un senso di futilità anche in campo religioso; contemporaneamente a quello, che mi sento di definire, come un attaccamento fanatico alle forme ed alle abitudini in un settore della vita importante: quello spirituale.

La riprova di questa condizione anomala in cui potremmo trovarci a vivere è … da un lato, un certo senso di  aridità molto diffuso,  dall’altro … il richiamo costante a chiedere al Signore il Suo intervento per un vero risveglio spirituale.

Sono due condizioni che possiamo definire complementari, nel senso che è il Signore che può soddisfare la sete di risveglio.

In questa breve riflessione desidero semplicemente, insieme, verificare che non siamo noi stessi a ostacolare l’intervento del Signore.

Un punto fermo è che … dobbiamo amare e desiderare il risveglio per vivere  continuamente nel risveglio.

Il risveglio è quella condizione in cui non abbiamo bisogno di forme e di abitudini, che passano in secondo piano, (quando non perdono completamente il loro senso),  per essere raggiunti dalla Voce di Colui che parla dal Cielo.

Perché in realtà, quando sentiamo quella Voce meravigliosa e possente, è come se, stando sulla riva del mare,  venissimo improvvisamente raggiunti da un’onda, che ci costringe a lasciare i nostri punti fermi ed equilibri, portandoci al largo, nell’oceano della presenza di Dio.

Domandiamoci:  non siamo, anche noi, divenuti pigri, apatici, assenti? 

Sì, in fondo è vero anche questo.

Per quale ragione allora chiediamo il risveglio e  restiamo dove siamo?

Non sarà che  ci siamo abituati … come si dice … in “un certo modo” e riteniamo che le cose debbono andare secondo  forme, modalità e tempi ben definiti,  altrimenti verremmo giudicati disordinati,  ribelli?

Amo anch’io l’ordine … un pò meno, però,  certe forme … troppo rigide; perché, per esperienza, so che sono quasi sempre un ostacolo a quella libertà che, nella Chiesa del Signore, è stata sempre portatrice, non di innovazioni, revisionismo o riforme pericolose, ma  di un  divenire sensibili alla Voce.

Anche se, bisogna dire che la Chiesa del Signore, nella storia,  ha conosciuto momenti meravigliosi proprio a causa di riforme salutari che non fanno altro che riportarci all’ascolto della Voce di Dio.

Vogliamo vivere svegli dal punto di vista spirituale?

Allora … che cosa possiamo fare ?

Pregare ed ascoltare la Voce della Parola?

Attenzione però a non confondere l’ascoltare la Voce con il semplice ascolto o, peggio ancora, con la  conoscenza letterale della Bibbia, magari dopo aver frequentato corsi di studio e di formazione ed avere conseguito pure attestati, diplomi o lauree.

Nemmeno l’ascolto quasi passivo, di prediche su prediche, ha qualcosa a che vedere con ascoltare la Voce.

Sia ben chiaro!

La Chiesa non ha bisogno di modernizzarsi per essere chiesa, al passo con i tempi e parlare un linguaggio comprensibile ed efficace.

Ha, però,  bisogno di percorrere costantemente quei sentieri antichi nei quali udire la Voce, che non può essere mai racchiusa e imprigionata in regolamenti e strutture ecclesiastiche.

Del resto conosciamo, attraverso la storia,  che  il risveglio chiesto dal popolo di Dio trova spesso ostacoli proprio in certi comportamenti abitudinari e strutture mentali che si consolidano e cementificano nella chiesa.

Desideri veramente vivere il risveglio ?… nel risveglio?

Cerco di spiegarmi meglio; so che  devo stare molto attenta per evitare fraintendimenti e compromettere il risultato che il Vento dello Spirito ha soffiato su me quando ho pensato questa breve riflessione.

Sapete … è bello sentire che vogliamo il risveglio ma è opportuno che ci interroghiamo per fare qualche verifica su  “quanto” desideriamo il risveglio?

Come inizia il risveglio?

L’ho detto prima … nella preghiera e nella ricerca di quella Voce che risveglia e che ci fa giungere la Parola.

Ricordate le parole di Gesù che sono scritte nell’evangelo di Giovanni capitolo 10 verso 27?

Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono;

Apriamo una parentesi.

E’ bello, quando telefoni ad un amico  o amica, prima ancora che ti presenti … essere riconosciuti solo dal  timbro della nostra voce!

Poi arrivano le parole che possono essere ricevute ed intese.

Ci sentiamo rallegrati ascoltando una voce amica che si interessa  a noi, vero?

Così si capisce come la Voce del Signore produca il risveglio.

Lui ci chiama e quando ci chiama il cuore nostro batte forte.

Dobbiamo trovarci prima di tutto ad un tiro di voce da Lui, vale a dire ad una distanza tale da poterla udire, non nascondendoci dietro forme o modalità rituali.

Peggio ancora non dobbiamo nasconderci come Adamo, ricordate?

Consapevole nel profondo dell’anima della propria condizione, risponde così a chi lo interroga:

"Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto". (Genesi 3:10)

Il Signore ha una Voce inimitabile … ci cerca  e ci chiama … quando ci chiama per nome, un nome personale che solo Lui conosce, qualcosa in noi vibra.

Allora … la Parola può produrre  il risveglio … quando la  porta del cuore è aperta e ci fidiamo di Lui.

Attenzione però, a non fare come Adamo e ... nasconderci; a non accampare scuse, a non condizionare l’ascolto della Voce in modalità e regole umane, a non soffocare la Voce.

E qui … sul soffocare la Voce del Signore, si aprirebbe un bel discorso che, anche  per ragioni di tempo, dobbiamo evitare.

Al Signore, dunque, basta una Parola; non è lo stesso con i fiumi di parole che possiamo ascoltare qua e là … parole … parole … parole.

Ho desiderato tanto riflettere insieme a voi sulle caratteristiche della voce che produce il risveglio dell’anima

Vi propongo di leggere ora pochi versi.

Salmo 29 dal verso 4 al verso 9.

La voce del SIGNORE è potente, la voce del SIGNORE è piena di maestà. La voce del SIGNORE rompe i cedri; il SIGNORE spezza i cedri del Libano. Fa saltellare i monti come vitelli, il Libano e l'Ermon come giovani bufali. La voce del SIGNORE fa guizzare i fulmini. La voce del SIGNORE fa tremare il deserto; il SIGNORE fa tremare il deserto di Cades. La voce del SIGNORE fa partorire le cerve e sfronda le selve. E nel suo tempio tutto esclama : "Gloria!"

Benedetta voce del Signore!

Ma fermiamoci ancora un momento a considerare la distinzione tra la voce e riceverne il messaggio. 

Nel libro del profeta Isaia cap 6 versi 8 e 9 possiamo leggere:

Poi udii la voce del Signore che diceva: "Chi manderò? E chi andrà per noi?" Allora io risposi: "Eccomi, manda me!"  Ed egli disse: "Va', e di' a questo popolo: Ascoltate, sí, ma senza capire; guardate, sí, ma senza discernere!

Come è chiara la Parola della Voce!

A noi spetta un compito e quello vogliamo fare con tutto il cuore e con il massimo rigore ed impegno: essere suoi precursori ed ambasciatori; non importa se spesso ci sentiamo come Giovanni Battista, ricordate?

 "Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri".

Mi piace concludere questo breve ragionamento, che, però, resta aperto all'analisi della condizione personale, sulla base del ruolo e nella responsabilità verso la coscienza, nella quale sono registrati i  nostri sentimenti, per i quali un giorno saremo chiamati a rispondere, se non dovessimo trovarci in perfetta buona fede.

Possiamo ancora leggere nell'ultimo libro della Bibbia, Apocalisse cap. 3 verso 20:

Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.

Chi ascolta può decidere !

Questo è un appello che è rivolto a credenti ... non a increduli!

Pone il problema della profondità della propria intima comunione con la Voce del Signore, che vogliamo e dobbiamo udire, perché se non udiamo la voce non perverremo mai ad udire le parole ed  intendere il loro senso.

La sua Voce sveglia, il vento dello Spirito ci chiama  a pregare, ad ascoltare, intendere ed ubbidire senza condizioni; non possiamo ignorare però che anche satana non resta inattivo.

La sua azione è quella di corrompere, simulare, indurre imitazioni e proporre surrogati della voce e della Parola, nell’intento di soffocare la Voce, in nome di regolamenti, modelli di comportamento che finiscono per impedire il risveglio, così tanto cercato.

Concludo con la citazione dei versi 14,15 e 16 del  cap. 5 dell’epistola di Paolo agli Efesini

"...Risvégliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce". Guardate dunque con diligenza a come vi comportate; non da stolti, ma da saggi; ricuperando il tempo perché i giorni sono malvagi.

 Dio benedica tutti coloro che ascoltano la Sua Voce e mettono in pratica i Suoi insegnamenti.

Pace a tutti.

                                                                                                  Ezia Deliso

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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