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Osservare ... considerare ... mettere in pratica.

“Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. Perché, se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio; e quando si è guardato se ne va, e subito dimentica com'era. Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà, e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare”. (Giacomo capitolo 1 dal verso 22 al 25)

Alla sorgenteOsservare bene quello che vediamo e considerare, con cura, quello che leggiamo, che ascoltiamo, che conosciamo, che vediamo realizzarsi nei fatti  e nelle circostanze che sono sotto i nostri occhi, è cosa decisamente importante.
Dobbiamo essere avveduti, per non correre il rischio di assomigliare a quel tipo di persone di cui parla Giacomo, nella sua lettera, così scarsamente stimata nel passato, ma che trasmette, soprattutto in questi giorni, insegnamenti di notevole importanza nella pratica quotidiana. 

E’ facile, troppo facile, oggi, definirsi credenti … non vi pare?   E poi … credenti di che cosa ed in chi?

Al di là delle parole che pronunciamo …  noi dimostriamo la profondità della nostra fede con una condotta morale, in sintonia con quello in cui diciamo di credere.

Le espressioni che leggiamo nella lettera di Giacomo, ci trasmettono un insegnamento stringente sul tema dell’autenticità della fede professata.

Come è chiaro l’esempio … di un uomo che, di fronte ad uno specchio, vede il proprio sembiante, la propria fisionomia, come è fatto, e poi, appena lasciato lo specchio dimentica tutto.

Non è una pressante esortazione a non essere scollegati, sganciati, disconnessi da quei valori in cui, come fa la maggioranza, si proclama di credere, con il risultato visibile nella scenario della vita quotidiana?

Sì … siamo proprio invitati ad un ascolto fattivo, ad essere facitori e non solo uditori dimentichevoli.

Facitori … uditori dimentichevoli … sono significati fuori moda … vero?

Parole un po’ strane, in disuso … archiviate e dimenticate, proprio come vengono considerate da un certo tipo di persone, così comuni, che possiamo definire come assaggiatori ed assaggiatrici di prediche.

Una provocazione bella e buona che, Giacomo, che si autodefinisce con la qualifica di servitore del Signore,  sembra voler rivolgere alla chiesa, a chi ascolta, a noi.

Quasi a voler sottintendere la diffusa tendenza a non  mettere in pratica quello che ascoltiamo:  l’insegnamento della Bibbia.

Una acuta e reale osservazione della condotta morale di grande parte dell’umanità, fino a far nascere il pensiero che possiamo esserci illusi sulla possibilità di essere salvati e fare quella brutta fine rappresentata da quell’episodio che racconta l’evangelo di Matteo al capitolo 7 verso 21-26.

Quel giorno fatidico, un certo giorno,  parafrasando quello che dice l’evangelo, qualcuno dirà:

“Ma come, dopo tutto quello che ho fatto, dopo tutte le prediche che ho ascoltato?”

Leggiamo, direttamente dal Vangelo:

"Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti? Allora dichiarerò loro: Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori! "Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia.  La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia.  E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.

La Parola del Signore  è perfetta.

Sai cosa ci conviene fare?

Sì … ci conviene   andare al Signore, con un cuore sincero e dire:

Signore, voglio essere  facitore della Tua Parola, aiutami, mio Dio, a non ingannarmi ma a metterla in pratica, secondo il Tuo santo volere”.

E’ proprio così, non è sufficiente ascoltare, leggere, frequentare luoghi definiti sacri, ricevere la Parola; bisogna rispondere ad essa con l’obbedienza.

Guardare bene, vedere, osservare, considerare, scegliere ed obbedire.

Quante persone ho visto nella mia esperienza … venire in chiesa  e poi, dopo un po’,  andare via, per mille ragioni, anche molto banali e sciocche, vere e proprie scuse, pretesti per non obbedire alla voce del Signore.

Non basta ascoltare tante prediche, frequentare con assiduità buone compagnie, chiese, luoghi di culto, cantare inni sacri a fior di labbra.

Questa condotta si può definire come auto-ingannarsi e scaldare inutilmente i banchi di una chiesa.

Siamo chiamati a guardare intensamente ed in modo prolungato per un cristianesimo … non solo creduto … ma anche vissuto.

Ripeto e sottolineo, ho visto tante persone,  ahimè,  dopo un breve periodo di simpatia con il Vangelo, alle prime difficoltà, incapaci di resistere alle mille tentazioni, mollare tutto e ritornare al passato.

L’invito che la Parola di Dio ci rivolge è di … fare nostro …  conoscere in profondità, non solo assaggiare; ma alimentarci fino ad  assimilare l’insegnamento, facendone un manuale pratico della nostra vita cristiana.

Il mondo, la vita ci sottopongono ad un esame, ci sfidano a dimostrare che abbiamo creduto … non solo a parole.

Ora rivolgo a tutti un sincero invito.

Non ti scoraggiare,   quando sopraggiungono le avversità, ma prega affinché Dio ti conceda il discernimento e la sapienza dall’alto, insieme alla forza necessaria per affrontare con successo e vincere la tentazione di fare come i cattivi esempi che sono sotto i nostri occhi, vale a dire credere a parole.

E’ importante conoscere la verità … ma è molto più importante vivere in essa.

Dovremmo continuare ora con il domandarci che cosa voglia dire essere facitori della Parola.

In realtà possiamo riassumere, in breve, quello che questo significa.

Attenzione, quindi.

Restiamo a debita distanza dalla confusione, dalle apparenze, dalla ipocrisia, diffidiamo dalle dichiarazioni altisonanti, teniamoci alla larga da tutto ciò che oggi circola sulla morale fatta di parole, restiamo lontani da frequentazioni ambigue, da travestimenti e da formule religiose.

Il mondo è scandalosamente  denso di  sepolcri imbiancati; basta osservare l’immondizia che emerge in tutti i campi.

No! Non vogliamo essere credenti a metà, all’acqua di rose, incostanti, incoerenti e capricciosi.

Concludo ricordando, a te ed a me,  due passi biblici molto chiari.

Galati 6:7

Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l'uomo avrà seminato, quello pure mieterà.

Ed infine dall’evangelo di  Matteo capitolo 23 versi da 23 a 28.

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta, dell'aneto e del comino, e trascurate le cose piú importanti della legge: il giudizio, la misericordia, e la fede. Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre. Guide cieche, che filtrate il moscerino e inghiottite il cammello. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, mentre dentro sono pieni di rapina e d'intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere e del piatto, affinché anche l'esterno diventi pulito. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d'ossa di morti e d'ogni immondizia. Cosí anche voi, di fuori sembrate giusti alla gente; ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d' iniquità.

 Ora, non trovo altre parole più adatte per chiudere questa riflessione.

"Chi ha orecchi per udire oda!"

Il Signore benedica la tua anima.

                                                                                           Ezia Deliso

 

Azioni sul documento
Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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