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La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

Tra quello che pensiamo di essere e tutto ciò che non sappiamo di avere.

Non vi è mai capitato di trovarvi a contatto con persone che pensano di essere quello che in realtà non sono e … per contro non sanno di essere quello che sono? Sembra uno scioglilingua o un gioco di parole, vero? Cerco, allora, di spiegarmi meglio.

Uno sguardo oltre In altre parole … non vi sembra che viviamo in un mondo in cui molti si sentono di essere qualcuno o qualcosa che non coincide con quello che esprimono, non solo  in parole, ma soprattutto con la propria condotta?

E poi, non avete mai fatto caso che, in alcuni passaggi difficili della vita, affiorano all'improvviso qualità e risorse ed aiuti insperati, che costituiscono una specie di faro luminoso,  quando ci sembra di  naufragare …  oppure un paracadute, quando ci sentiamo precipitare  ed in procinto di ... farci male?

Ho pensato di proporre una sintetica riflessione sia sull’importanza di avere di sé un concetto sobrio, che di  tenere nella debita considerazione, su quali radici e quali valori,  poggiare  e riferire  le nostre scelte di vita e di condotta.   

Pensando a questa duplice necessità mi sono ricordata di un verso che è scritto nella Bibbia, che resta, sottolineo ancora una volta, un riferimento costante per noi cristiani.

Mi riferisco al verso 1 del capitolo 12 di un libro che fa parte dell’Antico Testamento l’ Ecclesiaste.

“Rallegrati pure , o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza; cammina pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo gli sguardi dei tuoi occhi; ma sappi che, per tutte queste cose., Dio ti chiamerà in giudizio!”

In queste parole emerge un invito a vivere  la vita ... godendone; contemporaneamente, però, siamo invitati a riflettere e meditare; il che suona come una musica non gradita perché, credo che sia noto a tutti, anche per esperienza pratica nella vita di tutti i giorni, che viviamo in una società che non si concede più il tempo di riflettere.

I giovani, grazie alle diffusione delle moderne tecnologie, pensano che tutto ciò che li ha preceduti sia divenuto obsoleto e che, per tutto, anziani compresi,  è meglio pensare ad una rottamazione … magari con qualche incentivo.

E poi, ancora peggio, pare che non si avverta più la necessità di imparare, fare esperienza e di maturare, di crescere e di “acquistare” saggezza.

Ho usato il verbo acquistare perché dà l’idea di un prezzo che dobbiamo pagare, anche se, come sappiamo tutti, la saggezza non si compra e non si vende.

Con questo breve ragionamento, non voglio sostenere la causa degli anziani e nemmeno colpevolizzare i cari giovani che, dietro l’apparenza di una ostentata sicurezza esteriore, quasi  una  presunzione di autosufficienza, dimostrano una fragilità che è caratteristica della loro età ed inesperienza.

L’idea che sto cercando di esporre, invece,  è che …. guai a sentirsi arrivati  e reputarsi saggi da sé stessi!

La via della saggezza, che personalmente raccomando a tutti  è … sforzarsi di conoscere il Signore ed attraverso quello che conosciamo di Lui, conoscere noi stessi.

Non intendo in questo breve pensiero, che vado ad esprimere, dilungarmi su aspetti di carattere antropologico, sociologico e  nemmeno filosofico.

Desidero semplicemente proporre la necessità di darsi un tempo per riflettere, anche per rispondere a qualche domanda che intendo rivolgere.

Proprio a te, chiedo: chi e cosa pensi di essere ?

Che considerazione hai di te stesso o te stessa?

E tu … conosci e consideri davvero importante poter contare, al momento opportuno, su  qualcuno che illumini la tua anima per consigliarti e guidarti in scelte misurate e giuste?

Prima di rispondere ..  rifletti!

E mentre rifletti alza lo sguardo verso l’Alto, per non correre il rischio, guardando a te stesso o te stessa,  di perdere il senso e la dimensione di quello che in realtà sei.

Più in alto saliamo più siamo piccoli, sempre più piccoli.

Ci sono tre aspetti della vita contemporanea che  mi toccano da vicino, perché sono il frutto dell’esperienza che ho vissuto.

Il primo l’ho appena sfiorato poco fa: abbiamo perso l’abitudine di riflettere e meditare prima di agire. Si pensa che il tempo speso per riflettere sia tempo sprecato. Le conseguenze sono purtroppo disastrose; a forza di non riflettere ... guarda come siamo ridotti!

Il secondo aspetto  è una precisa conseguenza del primo: visto che non riflettiamo,  pensiamo di prendere una scorciatoia per imparare e decidere in fretta: è la strada piena di insidie chiamata:  “imitazione”.

Infatti viviamo in una società orientata a comportamenti derivanti da imitazione: quello che dicono alla televisione, come si addobbano e dipingono calciatori e veline, per non entrare in qualche dettaglio squallido, evitando di accennare ad altri modelli che dovrebbero essere di esempio, ma  … guarda che modelli abbiamo di fronte!

Le conseguenze?  Sono sotto gli occhi di tutti: superficialità, corruzione diffusa, dissolutezza, rilassatezza,  immoralità ... per usare parole che sono veri eufemismi.

Passiamo al terzo aspetto : il valore dell’esperienza .

Che importanza ha?

Imparare, essere seri, temperati ...  ma serve davvero in una società che si fonda  e si sostiene a forza di raccomandazioni e di cosiddetti santi in paradiso?

Mi vengono in mente le parole del salmo  73, versi 25 e 26.

Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te. La mia carne e il mio cuore possono venir meno, ma Dio è la ròcca del mio cuore e la mia parte di eredità, in eterno.

Per inciso, come cristiana, sono felice di appoggiare tutte le mie speranze di protezione, aiuto e soccorso su Cristo e su nessun altro.

Ora veniamo al punto.

Che cosa ci si può aspettare da un sistema che ha pensato di risolvere il problema delle giovani generazioni rottamando gli anziani ?

Gli insegnamenti che stanno emergendo sono, sempre più chiaramente, fondati su una società priva di valori, dove gli esempi che  vengono proposti sono: corruzione estrema a tutti i livelli, immoralità sfrenata … in tutti i settori … da quello politico, amministrativo ed economico, ad ambiti religiosi.

Ripeto: Che cosa ci possiamo aspettare da un sistema che privilegia la malvagità, l’ingiustizia, la criminalità, l’immoralità, la distruzione del valore di istituzioni come il matrimonio e la sua indissolubilità, la vita con approvazione di leggi che invece che educare alla vita, favoriscono ed incentivano crimini contro la vita … come l’aborto?

Quanti altri argomenti potremmo portare a sostegno di questo tema!

Concludendo … quale peso ha esercitato , in tutto questo sfacelo, l’idea di rottamare il valore dell’esperienza, invece di valorizzare le capacità specifiche dei giovani e degli anziani in un sistema sociale equilibrato?

Con tutta la stima ed il dovuto rispetto che devo a tutti, pur ammettendo che l’istruzione ha consentito ai giovani di crescere con una preparazione culturale migliore  … credo di non sbagliare, sostenendo la necessità di una armoniosa integrazione tra giovani ed anziani.

E’ vero, lo ammetto,  la scolarizzazione ha prodotto buoni risultati … anche se si scopre che, in qualche concorso per l’abilitazione all’esercizio di professioni importanti, molti laureati non sanno nemmeno esprimersi correttamente nella madre lingua, in un’epoca in cui si propaganda, giustamente, l’utilità di conoscere lingue straniere.

Vale quindi la pena di fare una distinzione tra nozionismo e cultura!

Come voci autorevoli sostengono … la cultura è ciò che rimane dopo aver dimenticato tutte le nozioni; di solito questo accade anche in persone che non hanno avuto la possibilità di studiare, che, divenendo anziane, dopo una vita modesta, seria, misurata,  senza pomposità, hanno acquisito quell’esperienza che possono offrire alle giovani generazioni.

Molti anziani sono analfabeti …  ma quanta sobrietà e saggezza  possono trasmettere!

Ora arriviamo al punto, alla sintesi di questa riflessione.

A proposito di anziani posso testimoniare di conoscere tanti anziani attivi, dinamici, instancabili lavoratori e lavoratrici, disposti a sostenere e trasmettere esperienza.

Di contro, ho conosciuto anche tanti giovani … nati stanchi che vivono come vecchi.

In conclusione, penso sia opportuno che si eviti di cadere in una specie di luogo comune che circola in questi ultimi tempi, vale  a dire che i giovani possono fare a meno degli anziani.

Largo ai giovani!  Siamo tutti d’accordo!

Resta tuttavia il bisogno di integrare la capacità e la forza dei giovani con l’esperienza … e forse anche un po’ più di saggezza, che resta quella dote  che permette di trovare soluzioni, di prendere decisioni, di fare una giusta sintesi senza una lunga analisi e  che è, a tutti gli effetti: una acquisizione degli anni.

Vorrei anche incoraggiare tanti uomini anziani, tantissime donne anch’esse anziane: la vostra … amici ed amiche, è la stagione della saggezza, non smettete mai di impegnarvi, bisogna insistere ed interagire con tutte le persone vive ... di ogni età.

Creatività, elasticità mentale, dinamismo vengono meno se non vi tenete in esercizio costante.

Essere occupati è molto meglio che attendere, nell’ozio e nell’inedia, il trascorrere dei giorni.

I giovani hanno bisogno, alle loro spalle,  di anziani attivi.

Concludo con la citazione di alcuni passi biblici, da cui ciascuno tragga insegnamento e guida.

A proposito di sobrietà, moderazione, prudenza, necessità di ponderare e riflettere:

Romani  12:3 Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto piú alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno.

A proposito di saggezza:

 Giacomo 1:5-8

Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore, perché è di animo doppio, instabile in tutte le sue vie.

Ecclesiaste 10:10

Se il ferro perde il taglio e uno non lo arrota, bisogna che raddoppi la forza; ma la saggezza ha il vantaggio di riuscire sempre.

Ecclesiaste 7:19

La sapienza dà al savio più forza che non facciano dieci capi in una città.

Il Signore ci aiuti a vivere da saggi integrandoci nel contesto familiare e sociali in cui ci troviamo.

                                                                                                   Ezia Deliso

 

Azioni sul documento
Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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