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Quante primavere ho già visto!

Ogni anno provo una grande emozione ed un senso di gioia profonda nel vedere rifiorire le nostre campagne; un albero in particolare: il mandorlo. Era chiamato “albero del risveglio”, prendendo spunto dalla radice etimologica e dal significato del nome ebraico (vigilare, osservare svegliarsi). In molte regioni bagnate dal mar Mediterraneo, tra cui Israele e la nostra Sicilia, già alla fine del mese di gennaio, il mandorlo germoglia e fiorisce. Recentemente, la vista di un mandorlo in fiore ha richiamato, per l’ennesima volta, alla mia mente, un passaggio della Bibbia che ha lasciato in me una traccia profonda; questo brano si trova nel libro del profeta Geremia, capitolo 1 versi 11 e 12. Poi la parola del SIGNORE mi fu rivolta in questi termini: "Geremia, che cosa vedi?" Io risposi: "Vedo un ramo di mandorlo". E il SIGNORE mi disse: "Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto".

 

"... il Signore mi disse: "Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto".

Si tratta di una importante verità che è necessario ricordare continuamente a sè stessi; dobbiamo avere sempre presente che ... Dio non dimentica, Egli mette una particolare e costante cura sullo scorrere del tempo, sulla storia e sugli eventi che ci riguardano, perchè la Sua Parola sia mandata ad effetto.

Ben venga, dunque, il ricordo di questo aspetto importantissimo: Dio non si è distratto, non si è nascosto, non dorme; nonostante tutto, Egli è presente dovunque, perchè tutti possano vedere realizzata la Sua volontà, soprattutto per il bene di coloro che hanno scelto di ubbidire.

In ogni caso, ce n'è anche per tutti coloro che, più o meno consapevolmente, invece, rifiutano il Suo Consiglio e combattono contro di Lui.

I rami di un mandorlo in fiore, prima ancora che abbia inizio la stagione primaverile dal punto di vista astronomico con l'equinozio di primavera ... questo albero del risveglio, ci suggerisce l'idea del bisogno di un risveglio personale che, in molti, avvertiamo.

Vedere arrivare la stagione primaverile per viverla durante i tre mesi seguenti, produce in chi riflette, come dicevo poco fa, un senso di profonda gioia e nuovo entusiasmo.

Tanto che non possiamo fare a meno di esclamare: benvenuta Primavera 2012!

Mirare il creato, il firmamento, il sole che nasce, un bel tramonto, la natura e la vita che si rinnova ... non può che suscitare un senso di sincera gratitudine per la fedeltà di Dio, auspicando quel risveglio spirituale che è alla base del bisogno di rinnovamento, di rinascita, di ripartenza, di cui tanto si parla, in ogni ambiente, di questi tempi.

Il mondo intero, tu, io, noi tutti abbiamo bisogno di essere risvegliati nella nostra coscienza per non compromettere il futuro eterno della nostra anima.

Si parla tanto di risveglio in campo religioso, della cultura, della morale, della società civile ed altro ancora.

Ho letto, tempo fa, una frase che traccia un quadro fedele della attuale situazione in cui vive il mondo, che ci incoraggia  a ricercare un vero risveglio; attenzione, però, non una soluzione artefatta, proveniente dall'inventiva e dalle risorse di cui disponiamo.

L'autore della frase a cui ho fatto riferimento, Paulo Coelho, scrittore  e poeta brasiliano sostiene che:

Quando ci sentiamo affranti e deboli, tutto ciò che dobbiamo fare è ... aspettare. La primavera torna, le nevi dell'inverno si sciolgono e la loro acqua ci infonde nuova energia.

Sì, è vero, abbiamo bisogno di una nuova primavera nella vita, nella cultura e nella società civile; abbiamo veramente bisogno anche di una revisione generale, in molti casi, di invertire la rotta, eliminando ciò che non va e non vale, per fare spazio alla vita ed avere chiaro lo scopo per cui esistiamo e viviamo.

Vale la pena di precisare, però, che non può bastare solamente aspettare passivamente; abbiamo bisogno di desiderare con tutto il cuore un risveglio spirituale vero,  cercare con urgenza un possibile risveglio nella nostra anima, che non può venire solo dal frequentare ambienti dove si accenna ad un donatore della gioia e della vera pace interiore; Lui sì ... può farci vivere una vera primavera  spirituale ed interiore.

Attenzione, quindi, non basterà  seguirlo da lontano, dobbiamo stargli vicino, restare a stretto contatto; dobbiamo frequentarlo, avere contatti personali e diretti con l'insegnamento di Colui che è fonte di Luce, di Vita ed anche Via e Verità.

Concludo riportando una notizia curiosa di due ricercatori anglosassoni, due scienziati veri insomma, i quali, dopo accurata ricerca su un campione di cinquemila persone tra ventuno e settanta anni, sono pervenuti ad un risultato davvero interessante.

Sostengono che, stando vicini a persone gioiose e felici, aumentano sensibilmente le probabilità di avere gioia e serenità nel cuore; più precisamente le persone che vivono a meno di un chilometro da un amico felice hanno il 42% di probabilità di essere felici; se la distanza sale a tre chilometri le probabilità di essere contagiati dal virus della felicità scendono al 22%.

E' curioso, vero?

Ma non sarà per questa ragione che più tempo trascorriamo  leggendo e meditando la Parola del Signore insieme ad altri amici ed amiche, più siamo contagiati da questo straordinario e benigno virus della pace interiore e della gioia, anche quando affrontiamo i nostri problemi quotidiani e le difficoltà che non mancano di sorprenderci?

Una attenzione particolare merita il fatto, oggi molto diffuso, che lo stare insieme attraverso internet, come fanno tanti giovani e meno giovani, tramite "chat line" e messaggini, non produce lo stesso risultato; anzi, qualche volta riserva amare sorprese.

Senza timore di esagerare, posso concludere sostenendo che la felicità, la pace e la gioia a cui mi riferisco non hanno niente, o quasi, a che vedere con tutto quello che normalmente si intende con questi termini, perchè il "virus benigno" della vera felicità e della pace interiore è generato dall'amore che circola quando siamo in buona compagnia; stando più vivino a Gesù si conosce il vero amore, quello disinteressato ed imperturbabile, non condizionato dalle circostanze sfavorevoli e da qualsivoglia interesse personale.

Questo stare insieme a Gesù comporta il 100% di probabilità di vivere felicemente, nonostante tutti i problemi e le difficoltà.

A.D.

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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