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La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

E' tempo di sondaggi

... Gesú ... domandò ai suoi discepoli: "Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?" ... "E voi, chi dite che io sia?"

Rileggendo, pochi giorni fa, un notissimo brano dal Vangelo di Matteo capitolo 16, ho avuto modo di considerare la particolare attenzione del Signore, ancor prima di esporre e presentare ai discepoli  il proprio programma di costruzione della chiesa, nel far emergere in loro, vividamente, un requisito importante.

Ho sempre considerato  che i racconti della vita di Gesù, riportati dai Vangeli, sono dei veri e propri quadri d’autore.

Nel leggere la Bibbia dobbiamo sforzarci di immergerci in essa per far sì che la nostra anima sia sfiorata dal vento dello Spirito Santo che illumina la mente e parla al cuore.

Notiamo come Gesù comunica con i suoi, usando un stile molto singolare: rivolgendo domande.

Rileggo per voi ora questo testo dal Vangelo di Matteo capitolo 16 e dal verso 13.

Poi Gesú, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: "Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?"   Essi risposero: "Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti". Ed egli disse loro: "E voi, chi dite che io sia?"   Simon Pietro rispose: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" .   Gesú, replicando, disse: "Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.

Cerchiamo di contestualizzare l’episodio per mettere a fuoco un aspetto molto importante.

Intanto siamo in un periodo molto avanzato della missione di Gesù sulla terra; a questo punto Gesù ritiene opportuno, anzi vuole, sapere, far emergere  una necessità; compie quello che oggi chiameremmo un sondaggio di opinione.

Questo episodio avviene  a Cesarea di Filippo, circa 50 chilometri più a nord della regione del mar di Galilea che, da poco, Gesù aveva lasciato, insieme ai suoi discepoli, dopo aver compiuto in quell’area,  opere prodigiose e diffuso insegnamenti che avevano creato un certo scompiglio nella mentalità anche di eminenti autorità religiose del tempo.

Questo episodio mette in evidenza un aspetto che particolare per  coloro che lo hanno conosciuto da vicino Cristo,  si tratta della consapevolezza della Sua vera identità.

Ci sono due domande che Gesù rivolge ai suoi discepoli.

La prima : "Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?"

La risposta dei discepoli "Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti" … fa emergere un dato, che penso sia molto diffuso oggi.

Mi riferisco alla pigrizia mentale per cui spesso prevalgono le maggioranze , abbagliate da opinioni emergenti, perché apparentemente radicate nelle masse, ma che, analizzate con cura, costituiscono ... non l’opinione di tutti ... ma quella di nessuno.

Quante idee confuse ha la gente!

Pare proprio che rinunci a pensare e si accontenti di quello che altri dicono o non hanno mai detto … ma si pensa che qualcuno abbia detto.

Quel qualunquismo e relativismo di cui oggi tanto si parla e che produce danni in tutti i campi.

Quella specie di tendenza a non prendere posizione … a non impegnarsi nel farsi una propria idea ed opinione, a non informarsi lasciandosi trasportare dalla corrente che spesso trascina dove non vorremmo andare a finire.

Ma ecco la seconda domanda: E voi, chi dite che io sia?"

Sarà Pietro a rispondere:  "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente".

La risposta di Pietro piacque molto a Gesù perché contiene in embrione  tutto il messaggio del vangelo .

Vi è un particolare sul quale voglio soffermarmi con voi oggi.

Nella risposta di Pietro troviamo un parola che mette in evidenza una intuizione che solo lo Spirito Santo può generare.

Mi riferisco alla  parola …. vivente.

Sì … figlio del Dio Vivente … è una risposta che non proviene da una istruzione di carattere religioso, … non è il frutto di una dottrina insegnata in una scuola del tempo … che costringe anche noi oggi  a riflettere su un fatto che distingue il nostro credere, staccandoci decisamente da una religiosità fredda, molto comune anche oggi.

Sì, serve proprio il vento dello Spirito Santo per cambiare mentalità come è successo  a noi,  da quando siamo stati raggiunti nell’intimo del cuore da una rivelazione sulla vera identità di Gesù, che abbiamo conosciuto nell’intimo del cuore e che è divenuto vita, luce e centro di gravità della nostra esistenza.

Ora veniamo a noi …. tu cosa dici?

L’opinione tua personale …. questo è quanto vuole conoscere Gesù … non quello che la gente dice.

E’ importante la risposta individuale, la tua risposta personale.

Concludo aggiungendo un aspetto che consegue alla risposta che ciascuno dà alla domanda di Gesù.

Se  Gesù  è per noi il Cristo, Figliolo del Dio vivente … allora siamo beati, anche se dobbiamo aggiungere  che questa realizzazione … non può … non comportare in noi uno stile di vita che spesso ci fa essere controcorrente,  che produce, giorno dopo giorno, tra molte difficoltà e lotte,  cambiamenti davvero straordinari che danno senso e … prospettiva eterna … alla nostra vita.

Infine, è chiaro che … dalla nostra risposta dipende la nostra posizione …  la nostra pace mentre viviamo ed affrontiamo le difficoltà che la vita ci fa incontrare …. ma soprattutto il destino eterno della nostra anima.

Pace a tutti … il Signore vi illumini, vi benedica, vi dia pace e vi faccia prosperare.

                                                                                                   Ezia D.

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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