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La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

BASTA ! PRENDI LA MIA VITA, O SIGNORE

“…ma egli s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino, andò a mettersi seduto sotto una ginestra, ed espresse il desiderio di morire, dicendo: “Basta! Prendi la mia vita, o Signore, poiché io non valgo più dei miei padri!” (I Re 19:4)

Una luce in fondo al tunnelCi sono momenti in cui essere a conoscenza del fatto che anche i migliori uomini di Dio hanno attraversato questa buia valle può portare consolazione al nostro cuore. Non però senza considerare immediatamente che essi da questa valle ne sono usciti; è la valle dell’ombra della morte, questa volta non vista come una difficoltà da superare, ma come un nulla in cui gettarsi per trovare una fine ai pensieri e alle ansie che ci attanagliano.

 Ma cosa dice il Signore? Cosa ci consiglia la sua Parola?   E’ la morte la soluzione ai nostri problemi?

Forse non ti sei neanche curato di comprendere se e come la Parola valuti questa tragica soluzione, bugie oscure e non provenienti dal cielo ti hanno semplicemente convinto che Dio non si curi di così tanti aspetti della tua vita (o che non se ne curi affatto) e pertanto non ti preme null’altro che sedare tutto con la morte o con qualcosa che le assomigli (droga, psicofarmaci, alcool, lesioni…).

Facciamo così, hai provato tante cose, ora prova soltanto per qualche minuto a fermarti e a fare un viaggio con me, non te lo chiedo come un favore personale, non mi conosci, non avresti motivo per farlo, ma pensa di sederti per ascoltare qualcosa che non sai.

Vuoi andare via senza saperlo?

NO, l’uomo brama sapere ogni cosa, ma a volte sa tutto meno quello che potrebbe risultargli indispensabile… voglio raccontarti quello che il tuo cuore non sa e che in realtà da molto tempo desidererebbe sapere.

Dio è interessato a te, desidera aiutarti, trasformare il tuo fallimento in vittoria, ma tu devi presentarti a Lui senza menzogne; agli uomini forse sono piaciute per un tempo le tue maschere, a Lui non devi nascondere nulla. Confessagli la tua incapacità, la tua difficoltà, il tuo peccato, il tuo bisogno, le tue paure ed i tuoi desideri. Tuo Padre ti attende con le braccia aperte ormai da molti anni, non riesci a crederci, ma Lui desidera farti grazia.

Oh caro, inginocchiati, invoca con fede il nome di Gesù, chiedigli di abbattere il muro del peccato che si è eretto fra di voi, fermati a desiderare con tutto il cuore la sua presenza e ti assicuro che Egli verrà a mutare le tenebre del tuo cammino in luce.

 Certa è quest'affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo” (I Timoteo 1:15).

Sono fermamente convinta che Dio possa aver permesso certe difficoltà nella tua vita per spingerti ad alzare lo sguardo verso di Lui, per lasciare che finalmente fosse Lui e non i tuoi sentimenti, le tue passioni, se non satana stesso, a dirigere i tuoi passi, ma bensì il suo Spirito.

La salvezza, la salute, la saggezza, la comprensione, l’amore, la gioia, la pace e la fede sono doni e benedizioni che soltanto Dio può darti.

Dimmi dove hai cercato queste cose fino ad ora? Sei stata delusa vero?

Sì, sei così delusa perché molto probabilmente questi doni li hai cercati altrove, oh no, questo mondo non può darti tutto questo.

Va’ a Dio, la vera fonte di ogni bene, ed Egli ti donerà tutto nella persona di suo Figlio Cristo Gesù.

Tutto cosa?

Comincerà dalla forza di vivere e dal senso stesso della vita, ti aprirà gli occhi sulla via tracciata per te che conduce alla sua presenza, ti donerà il perdono di tutti i tuoi peccati, ti farà sentire fresco e pulito come un bambino appena nato, potrai ricominciare con la consapevolezza che questa volta il risultato dei tuoi giorni non sarà un fallimento, ma la vittoria nel suo nome.

Dio non considera banale il tuo dolore, Egli conosce ogni tuo sospiro e può, con la forza del suo amore, soffiare su di te il suo Spirito e infondere nel tuo cuore nuova speranza, sì amico mio Dio può cambiare la tua vita in modo radicale ed estirpare dal tuo cuore la velenosa radice che ha prodotto il tuo desiderio di morire.

In effetti, tu non continuerai mai più la vita che stai conducendo adesso, ma ne avrai una nuova, abbondante di gioie celesti, sarai nuovo tu stesso, il tuo cuore sarà trasformato:

“Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne” (Ezechiele 36:26).  

Non è meravigliosa la lettera che Dio ti ha scritto?  Non è meravigliosa la Parola di Dio?  Nessun uomo è stato capace di parlarti a questo modo; avrebbero mai potuto le parole di un uomo produrre vita dentro di te?

No! Altrimenti nella tua mente non vi sarebbero i pensieri oggetto del nostro discorso.   Ma le parole di Gesù, oh sì, quelle sono Spirito e Vita (Giovanni 6:63)!

Dio non ti ama per quello che fai e non ti condanna per quello che sei, il tuo castigo è caduto su Cristo quando morì in croce per te, pensando ad oggi, desiderando la tua vita…

Dio può togliere adesso dal tuo cuore ogni deformità e cominciare a ricreare in te l’immagine, il carattere, le qualità, i pensieri e i desideri del tuo Salvatore Cristo Gesù.

Tu dici:

Dio ha forse dimenticato di aver pietà? Ha egli soffocato nell'ira il suo amore?”( Salmo 77:9), “Sono dimenticato completamente, come un morto; sono simile a un vaso rotto” (Salmo 31:12).

Ma il Signore ti  risponde:

“Tu sei mio… io ti ho formato, tu sei mio… tu non sarai da me dimenticato” (Isaia 44:21). E ancora: “Anche se i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi, l'amore mio non si allontanerà da te, né il mio patto di pace sarà rimosso”, dice il SIGNORE, che ha pietà di te” “Ecco, potranno fare alleanze, ma senza di me. Chiunque farà alleanza contro di te, cadrà davanti a te” ” (Isaia 54:10, 13).

Comprendi? A Dio importa se vivi o muori! Egli ti ha amato fino a questo punto:

“…Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è giudicato…” (Giovanni 3:16-18)

Hai un’arma brutta fra le mani, non è quello che desideri, Dio ti dona la vera arma e con essa non perirai mai, con essa avrai vita abbondante, eterna, gloriosa, quest’arma è la sua Parola e la Parola si è fatta carne in Cristo, sì, Dio ti dona Cristo come arma e mezzo di salvezza da tutto quello che ti ha distrutto fino ad oggi.

Il bilancio delle cose passate è negativo, lo so, ma donalo a Gesù, Egli non rifiuterà di portare il tuo peso, invero lo ha già fatto, ma tu devi accettarlo, scoprirlo e assaporarlo. Gesù può trasformare e fare nuove tutte le cose e mutare le parole di giudizio che ti tormentano (probabilmente esatte), in parole  di grazia.

Sai cos’è la grazia? È un favore immeritato, ma vantaggiosissimo:

“Non ricordate più le cose passate, e non considerate più le cose antiche; ecco, io sto per fare una cosa nuova; essa sta per germogliare; non la riconoscerete voi? Sì, io aprirò una strada nel deserto, farò scorrer dei fiumi nella solitudine… Io, io, sono Colui che per amor di me stesso cancello le tue trasgressioni e non mi ricorderò più dei tuoi peccati. Risveglia la mia memoria, discutiamo assieme, parla tu stesso per giustificarti!” (Isaia 43:18,19 e 25,26)

“Poi venite, e discutiamo assieme", dice il SIGNORE: "Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve;  anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana” (Isaia 1:18). Che benedetta discussione!

Caro non esistono per Dio peccati troppo efferati per esser perdonati. Confessare a Lui i tuoi peccati equivale a spargere sul tuo cuore il sangue di Gesù, forse non lo sai, ma esso li cancella! Sì, Dio se ne dimentica! E satana non può più accusarti! Dio ti dona pace dal suo tormento!

Chiedi perdono e Dio allontanerà per sempre le sue brutture dalla tua vita, le getterà in fondo al mare:

Egli tornerà ad avere pietà di noi, metterà sotto i suoi piedi le nostre colpe e getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati” (Michea 7:19).

Chiedi a Dio di farti scoprire con i suoi occhi lo scopo della tua vita. Sì perché la tua vita ha uno scopo!

È proprio su questo punto che il diavolo è riuscito ad ingannarti, ti ha convinto del contrario, ma è una menzogna!

Gesù ha detto:

Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore.

Il mercenario (il diavolo), che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde.

Il mercenario si dà alla fuga perché è mercenario e non si cura delle pecore.

Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do’ la mia vita per le pecore (Giovanni 10:10-15).

e ancora…

“io so i pensieri che medito per voi”, dice il SIGNORE: “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza” (Geremia 29:11).

 Io so i pensieri che medito per voiNon combattere più, non scalpitare più, non affliggerti, ma inginocchiati, parla con Dio, arrenditi al Suo amore e vincerai la battaglia della vita. Gesù è il tuo migliore amico, ed è fedele, è Lui che ha esposto e dato la sua vita alla morte affinché la tua potesse essere una freccia potente nelle mani del Sommo Arciere.

Avresti voluto fare centro, ma fino ad ora hai mancato il bersaglio. Amico c’è ancora speranza, si può ricominciare, ma ora devi scegliere bene le mani nelle quali affidare la tua vita, è buono che siano le mani di Gesù. Le sue mani sono state forate affinché le tue oggi possano aprirsi, lasciare andare le cose che hai tenuto tanto strette, ma che ti hanno ferito, e distenderle verso l’alto per ricevere le sue benedizioni.

Fidati di Lui, Egli ti ama, vuole e può donarti una salvezza perfetta e colmare ogni vuoto presente nell’anima tua:

“…invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai” (Salmo 50:15).

Lo glorificherai perché Egli “muterà il tuo lutto in gioia, ti consolerà e ti rallegrerà liberandoti dal tuo dolore” (Geremia 31:13).

“Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove” (II Corinzi 5:17).

… potrai dire:

“Ho pazientemente aspettato il SIGNORE, ed egli si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido. Mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione … ha fatto posare i miei piedi sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi. Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico a lode del nostro Dio. Molti vedranno questo e temeranno, e confideranno nel SIGNORE. Beato l'uomo che ripone nel SIGNORE la sua fiducia, e non si rivolge ai superbi né a chi segue la menzogna! O SIGNORE, Dio mio, hai moltiplicato i tuoi prodigi e i tuoi disegni in mio favore; nessuno è simile a te. Vorrei raccontarli e proclamarli, ma son troppi per essere contati. Dio mio, desidero fare la tua volontà, la tua legge è dentro il mio cuore... il Signore ha cura di me! (Salmo 40).

Cinque anni fa, entrai per la prima volta in un luogo dove raccontavano la storia che ti ho raccontato stasera, per 23 anni mi ero continuamente chiesta “Perché vivo?”, non trovavo una risposta, la mia vita era vuota e senza senso, poi… il racconto della storia della croce, dell’amore di Cristo morto e risorto per me, del perdono dei miei peccati e di una vita nuova ed eterna iniziarono a farmi sentire il mio cuore sporco e potei dire solo queste 2 parole: “Signore perdonami!”. Quella breve preghiera fu accettata, e compresi che la morte non è affatto la soluzione, no, la soluzione è la vita!

La vita di Cristo in noi, speranza di gloria!

Ti riporto le parole del cantico che ogni giorno da quando questa nuova vita ha avuto inizio accompagnano e rallegrano il mio cuore e sono certa rallegreranno anche il tuo molto presto:

 Grazie Signore !“La ragione della vita è amare Te, adorarti e servirti e lodarti oh Dio! Una cosa ho chiesto a Te Signor e quella cercherò: che io dimori nella casa Tua per sempre! Certo beni mi darai e benignità, poi davanti a me la mensa Tua preparerai e con l’olio Tuo mi ungerai ed io traboccherò e per lunghi giorni nella casa Tua vivrò…

Amare Te, servire Te, Signore, alzar le mani e lodare il nome Tuo, questo è il tutto della vita mia, altro bene io non troverò che amare Te, servire Te”.

Che tu possa trovare ora questo bene, Cristo Gesù, il tuo, il mio Salvatore, il benedetto in eterno!

 Pace.

                                                                                           Angela Zanghi

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

Altro…
 
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