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La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

CHI E' TUO PADRE?

A tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome" (Evangelo di Giovanni cap. 1 verso 12) Se farai, di Dio, oltre che tuo Padre, ma anche il tuo Salvatore, scoprirai che tutti coloro che ti hanno fatto del male, l'hanno fatto perchè, anche loro, non avevano mai conosciuto il "vero Padre" Chiedi, oggi stesso, a Dio di essere suo figlio/a.

Chi è tuo padreTi hanno mai rivolto questa domanda?

Hai mai provato imbarazzo o ne sei andato/a fiero/a nel rispondere:

" mio padre è il notaio... , mio padre è quell'operaio...,  mio padre è il farmacista..., mio padre è un alcolizzato, un ladro, un evasore fiscale...un pedofilo.

Quanta verità possono celare le tue parole rispetto ad una realtà che, soltanto tu, puoi conoscere?

Accettare che sia "proprio lui" il padre che ti ha concepito!

E se quel "padre", alla tua nascita, non ci fosse proprio stato?

Se avessi  scoperto che tuo padre ha preferito "fuggire" quando venivi alla luce?

Forse, quando rientri a casa, sai che tuo padre è semplicemente "un uomo"; vorresti, però, che non fosse proprio lui, oppure preferiresti che fosse ...un pò diverso!

Quanti hanno costruito per se stessi, per la società,  oppure  per essere meglio accettati dagli altri, una identità  fittizia di una persona, che padre non lo è mai stato veramente o che non lo è ancora!

L'elenco dei "padri" fantasma potrebbe continuare; ma allora che fare?

Continuare a tormentarsi, indignarsi, tentare di dimenticare?   No!

Bisogna cambiare la chiave di lettura!

La Bibbia dice: "Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?  Io, il Signore, che investigo il cuore..." (Geremia 17:9,10)

L'accento è su quell'Io; Dio è la nuova chiave di lettura del tuo problema.

Rifletti:  Chi ha permesso che quella vita, la tua, prendesse forma, in quel preciso momento?

Gli altri possono dirti che sei nato/a per uno sbaglio, ma così non è!

Cito solo qualche verso per continuare a riflettere con te.

In Genesi al primo capitolo,  Dio disse:  "Sia la luce! E la luce fu"...così è stato anche per te, per la tua venuta alla luce.

Nel salmo 68 verso 5 è scritto: " Dio è padre degli orfani".

Nel Vangelo secondo Matteo, cap. 6  verso 8, è scritto: "... il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno".

Ancora in Matteo cap. 18 verso 14: "il Padre vostro che è nei cieli non vuole che uno solo di questi piccoli perisca."

Nella seconda lettera ai Corinzi, cap. 6 verso 18: "E sarò per voi come un padre e voi sarete come figli e figlie...."

Nel Salmo 27, al verso 10 si legge: "Qualora mio padre e mia madre mi abbandonino, il Signore mi accoglierà".

Allora, non indugiare più nel tuo dolore, alzati!

Ti senti orfano/a?  Dio afferma di essere tuo Padre!

Hai  bisogno del sostegno di un padre? Dio sa le cose che ti occorrono!

Pensi di essere arrivato al capolinea del dolore?  Dio vuole che tu non perisca!

Desideri essere un figlio/a per un padre che ti vuole bene?  Dio ti dice che è disposto ad essere tuo Padre!

Ricorda che, se rispondi, al dolore che grida dentro al tuo cuore, con la Parola di Dio, allora puoi farcela.

Dio, vero Padre, ha mandato Gesù, Suo figlio, a morire sulla croce perchè noi potessimo, oggi, avere accesso presso di Lui.

Dio ha permesso che Suo figlio morisse e soffrisse in croce, per amore.

Ha amato te, così tanto, e in un modo in cui nessuno ti ha amato.

Se fai, di Dio, oltre che il tuo Padre, ma anche il tuo Salvatore, scoprirai che tutti coloro che ti hanno fatto del male, l'hanno fatto perchè, anche loro, non avevano mai conosciuto il "vero Padre"

Chiedi, oggi stesso, a Dio di essere suo figlio/a.

Nella lettera ai Galati cap. 4 verso 7 è scritto: "Così tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

Dio ti offre un'eredità che non ti verrà mai negata: amore pace, gioia e serenità.

A tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome"   (Evangelo di Giovanni cap. 1 verso 12)

 

                                                                                                  Flora

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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