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La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

“Togli dall’argento le scorie e ne uscirà un vaso per l’artefice” (Proverbi 25:4)

Il Signore Gesù non condanna i nostri sentimenti, ma ci esorta a dominarli guardando alle meraviglie che Egli può compiere attraverso di noi se ci sottomettiamo alla Sua divina guida. Chiediamo onestamente al Signore ciò di cui abbiamo bisogno, ovvero che Egli aumenti la nostra fedeltà ed aumenti il nostro amore, che alimenti i buoni sentimenti che ha messo in noi e distrugga ogni nostra autosufficienza.

Il Signore fa sul serio con noi, e ci ricorda che “chi mette la mano all’aratro e poi si volge indietro non è adatto per il Regno di Dio” (Luca 9:62).

Gesù non ci parla duramente per incuterci timore, ma per scoraggiare falsi entusiasmi; Egli non vuole costringerci a fare nulla che non siamo realmente disposti a fare unicamente per amore e per la gloria del Suo nome.

Riflettiamo bene

Riflettiamo seriamente prima di prendere un impegno, sia in questo mondo che con il nostro Dio, affinché non accada che, dopo aver predicato ad altri si venga squalificati noi stessi (cfr. I Corinzi 9:27).

Esaminiamo se con ciò che abbiamo possiamo affrontare il cammino che ci è proposto (sia esso un lavoro, un impegno con un’altra persona come quello matrimoniale, una promessa in amicizia, un servizio alla gloria di Dio) e, laddove riconosciamo, o ci scontriamo con le nostre mancanze, e le nostre debolezze, non arrendiamoci, soltanto non trascuriamo mai di chiedere aiuto e soccorso al Signore.

Cerchiamo il Suo consiglio e la Sua perfetta volontà prima di fare ogni scelta, perché fratelli, se non è Dio a riporre in noi il Suo buon tesoro, è davvero molto difficile che dal nostro cuore possano mai venire fedeltà, amore ed ogni sorta di bene.

Noi non siamo capaci, ma il Signore può rivestirci di virtù e di potenza dall’alto per portare avanti nel migliore dei modi ogni responsabilità che desidera affidarci.

Non parlo di severità verso noi stessi, ma di sobrietà, sincerità e serietà. Possiamo davvero compiere i passi che richiede la scelta che abbiamo dinanzi, possiamo portare a termine l’impegno che abbiamo intrapreso?

Ultimamente ho seguito una giovane di 13 anni negli studi scolastici, in un compito abbiamo commentato assieme una poesia molto nota di M. L. King “Se non puoi essere un pino sul monte”, parte di essa dice:

Se non puoi essere un albero,
sii un cespuglio.
Se non puoi essere una via maestra
sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole,
sii una stella.
Sii sempre il meglio
di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita.


“Sii sempre il meglio di ciò che sei”!

Infatti, la buona riuscita del nostro progetto dipenderà sia dalle mani nelle quali lo abbiamo riposto (e siano sempre le mani di Dio!), sia da quanto impegno e amore riverseremo nel portarlo a termine.

È fondamentale riconoscere che senza il Signore non possiamo fare nulla, e che non è in virtù delle nostre forze che avrà buon esito quanto facciamo (cfr. Zaccaria 4:6), ma cerchiamo comunque di fare sempre ogni cosa come per il Signore, dando tutto il meglio di noi stessi!

“Esaminiamo la nostra condotta, valutiamola e torniamo al Signore” (Lam. 3:40)

Come possiamo essere fedeli senza avere un rapporto vero, intimo e personale con Colui che è Il Fedele?

Se la nostra speranza è riposta in noi stessi molto probabilmente falliremo, ma se confidiamo in Colui che può guidare i nostri passi anche attraverso le più grandi tempeste della vita, allora, gran parte delle nostre imprese, ai Suoi occhi, risulteranno deliziose e avranno buon successo (anche quando, per preservarci dall’orgoglio, il Signore non ci permetterà di rendercene pienamente conto).

Come addestra il Signore le nostre mani alla battaglia? 

Con la prova della nostra fede.

A volte Dio sceglie di correggerci in questo modo; infatti sentimenti di insufficienza, e di sconfitta, non sono sempre un male per coloro che desiderano sinceramente fare la volontà di Dio.

Comprendere quanto poco valga ogni nostra qualità umana, non deve essere motivo di scoraggiamento per nessuno di noi, ma piuttosto deve far nascere nel nostro cuore il desiderio sempre più forte di assomigliare a Colui che ci ha chiamati, e spingerci ad arrenderci completamente nelle Sue mani, accettando che Egli tolga ogni “scoria” dalla nostra vita e dal nostro cuore, modellandoci del continuo per divenire un vaso sempre più adatto per il servizio del Maestro.

“Togli dall’argento le scorie e ne uscirà un vaso per l’artefice”   (Proverbi 25:4)


Preghiamo gli uni per gli altri fratelli, affinché i nostri cuori possano resistere nel giorno della prova, restando fedeli al Signore, e affinché molti altri ancora rispondano a questa antica domanda, che si eleva urgente oggi più che mai:

“Chi manderò? E chi andrà per noi?” (Isaia 6:8).


L’amore del Signore ci circondi.
Pace.

                                                                                                    Angela Z.

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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