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La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

NESSUNO BUSSA ALLA MIA PORTA!

....Sono io, in realtà, il vero problema, devo sbloccarmi, se mi iscrivessi in palestra, magari potrei instaurare nuove amicizie e così anche la mia timidezza verrebbe meno.....Allora, forse, sarei meno sola! Ma basterà?

Bussare alla porta"Nessuno bussa alla mia porta!"

E' l'espressione che di solito utilizzo per dire che "sono sola".

Sola... senza figli, senza marito, senza fidanzato, senza genitori, senza amici.

Chi mai potrebbe suonare al campanello della mia porta di casa?

Sì, sono sola anche quando mi reco al lavoro; badate bene, sono circondata da tante persone, ma dentro me, una vice grida: "sei sola!".

Nella casa grande e silenziosa, la solitudine incombe. E allora penso ad un cucciolo di cane che sicuramente, contrariamente all'uomo, non mi tradirà mai....è  fedele!

Ma...che fatica accudirlo!

Se, invece, avessi un uomo! Un figlio!  Un'amica del cuore!

Allora, forse, sarei meno sola!

Ma sì,  in fondo, non si può ottenere tutto dalla vita!  Bisogna sapersi accontentare!

Alla fine, i colleghi di lavoro, il il salumiere, il macellaio, il commesso...sono brave persone; le incontro ogni giorno, non sono poi così sola!

Anche i miei coinquilini...sì, brave persone.

E allora?

Sono io, in realtà, il vero problema, devo sbloccarmi, se mi iscrivessi in palestra, magari potrei instaurare nuove amicizie e così anche la mia timidezza verrebbe meno.

In realtà nessuno è interessato a me perchè io non sono mai la leader del gruppo.

Si sa, tutti amano queste persone che sanno stare al centro dell'attenzione, i cosiddetti leader; è dietro ed intorno a loro, che si  vede svilupparsi interesse, seguito, compagnia e  fascino!

Bene, ho deciso!

Se mi togliessi la vita, in fondo non sarei ricercata da nessuno.  Sulla storia della mia vita si porrebbe la parola "FINE".

Cara amica, ho lasciato che tu dessi libero sfogo alla tua rabbia, ma ora ho qualcosa da dirti.

Nella Bibbia, nel Salmo 139, versi 8-10, è scritto: "Se salgo in cielo tu vi sei; se scendo nel soggiorno dei morti eccoti là. Se prendo le ali dell'alba e vado ad abitare all'estremità del mare, anche là mi condurrà  la tua mano e mi afferrerà la tua destra".

Quindi....c'è Qualcuno che è sempre con te....Chi è ?  E' Gesù.

Il Signore dice, nella Sua Parola, che non dorme nè sonnecchia mai, perchè il Suo principale obiettivo, quello per cui è morto in croce, è quello di avere personale comunione ed amicizia, proprio con te.

Tu non sei un essere nato e poi abbandonato.

Dio vuole farti compagnia, vuole che tu parli con Lui così come lo faresti con un tuo amico caro.

Non è volere di Dio che tu sia sola.

Sei proprio sicura di non avere proprio nessuno intorno a te o non sarà, piuttosto, un sentimento che provi nell'intimo del cuore indipendentemente da quello che ti circonda?

In altre parole, non è forse vero che avverti questo senso di solitudine per il solo fatto che è si radicato nella tua mente, anche a causa del tuo stato d'animo?

Rifletti! E' la pace di Dio che ti manca, è la gioia che cerchi.

E tu ...cosa fai?

Ricerchi tutto questo bisogno intorno a te  e ...cosa vedi? 

Solitudine!

Se sfogli le pagine della Bibbia, ti accorgi di quanti hanno sperimentato la solitudine, ma l'hanno combattuta e superata affidandosi a Dio.

Giuseppe, venduto dai fratelli, fu lasciato solo.

Giobbe, durante la sua malattia, fu biasimato da tutti e rimase solo.

L'elenco potrebbe continuare, ma quale fu la loro fine?

Meravigliosa!  Il piano di Dio per loro era ben altro e loro non si persero d'animo perchè nella solitudine seppero a chi rivolgersi.

Poni anche tu la tua vita nelle mani amorevoli di Dio ed Egli non soltanto non ti lascerà mai sola, ma amplierà la visione della tua realtà.

Ti farà scoprire che, in realtà, anche intorno a te puoi trovare chi ti apprezza, ti vuole bene e piacevolmente sta in tua compagnia.

Un abbraccio affettuoso dalla tua amica Flora.

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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