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La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

Badiamo a come ci conduciamo

Vale più la fine di una cosa, che il suo principio; e lo spirito paziente vale più dello spirito altero (Ecclesiaste 7:8)

Il versetto di oggi parte dall’effetto e la sua congiunzione ce ne spiega la causa. In altri termini la seconda parte del verso pare sia la ricetta per poter serenamente affermare che la fine di qualcosa valga più del suo principio. Come possiamo esser certi che finiremo bene un progetto, un impegno e la nostra stessa vita? La risposta è “… lo spirito paziente vale più dello spirito altero”.

La persona altera o superba è assolutamente convinta della propria superiorità (reale o presunta) sugli altri, e quindi abituata a trattare con arroganza e disprezzo chi la circonda. E la Parola di Dio ci previene da questa attitudine confermandoci che “La superbia precede la rovina, e l'alterezza dello spirito precede la caduta” (Proverbi 16:18).

Chi è dunque la persona dallo spirito paziente? Colui che è umile di cuore e trema alla Parola di Dio, colui che riconosce i propri limiti, e che rifuggendo da ogni forma d'orgoglio e di superbia non osa sopraffare gli altri, ma si dispone piuttosto a porger loro conforto e sostegno con una parola saggia e detta a tempo: “Meglio esser umile di spirito coi miseri, che spartir la preda coi superbi” (Proverbi 16:19).

L’impazienza nella vita conduce verso tragiche cadute, conduce alla ricerca delle nostre soluzioni, a prendere le nostre scelte senza consultare il Signore e, mostrando in questo la più folle forma di superbia, incorriamo nel grosso pericolo di incamminarci per quella strada che sembra diritta, ma che conduce alla rovina.

Salomone ha affermato: “Sebbene il peccatore faccia cento volte il male, e anche prolunghi i suoi giorni, tuttavia io so che il bene è per quelli che temono Dio, che provano timore in sua presenza” (Ecclesiaste 8:12). Non ha dunque senso invidiare la prosperità dei malvagi o inasprirci contro tutto e tutti, ciascuno di noi è chiamato a render conto delle proprie scelte e ci è stata data la possibilità di scrivere giorno per giorno qualcosa di migliore nel libro della nostra vita, di modo che il suo finale non giunga inaspettato, come un laccio oscuro e improvviso, ma come l’apice della più bella melodia che abbiamo mai udito e lasci un sorriso compiaciuto sul volto nostro e di chi l’ha udita in nostra compagnia. Certo, riconosciamo che questa melodia sono stati resi capaci di suonarla soltanto i cuori di coloro al cui interno si va riproducendo giorno dopo giorno la vita del Signore Gesù. Essi spesso sono uomini e donne giuste al momento giusto le cui parole, ricche di saggezza, portano quiete negli animi in travaglio per gli affanni di questa vita.

Chi sono? Persone umili di spirito e sottomesse alla dolce Parola di Dio, le cui labbra stillano fiumi d’acqua viva, secondo la promessa del Vangelo della nostra salvezza, persone che seminano con speranza nei cuori di quanti Dio mette al loro fianco anche in mezzo a molte lacrime e prove, e la cui fine sarà certamente d’aver parte all’eredità dei santi quando Gesù tornerà dal cielo a prenderci.

Cosa dire dello spirito altero? “Il principio delle parole della sua bocca è stoltezza e la fine del suo dire è malvagia pazzia” (Ecclesiaste 10:13). Sì, sebbene gli occhi nostri non scorgano una subitanea retribuzione alla malvagità dell’uomo “Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l'uomo avrà seminato, quello pure mieterà” (Galati 6:7). Ecco allora come può la fine di qualcosa esser più sublime del suo principio: incamminiamoci per la via della vita con la certezza che con la nostra costanza nel timore e nell’amore per la Parola di Dio, e con la perseveranza nel disporci ad essere strumenti di giustizia per il nostro Dio, salveremo le anime nostre.

Il Signore è pieno di compassione e misericordioso, e come potrebbe mai non render giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui? O Egli ci renderà giustizia con prontezza. E chi avrà seminato per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi avrà seminato per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna.

Badiamo dunque a come ci conduciamo ancora in questo giorno, chiediamo a Dio la forza per affrontare ogni circostanza non con uno spirito altero, ma consideriamo Gesù e il Suo sommo esempio, lasciamoci attrarre da Lui che è stato fra noi con umiltà e mansuetudine di cuore, e considerando che “Vale più la fine di una cosa, che il suo principio”. Sì, sarà valso a poco tutto il nostro zelo, il nostro servizio e la nostra consacrazione se non restiamo attaccati alla fedele Parola di Dio fino alla fine.

Oh fratelli Gesù ci ha prevenuti in queste cose nei giorni della Sua carne dicendoci che negli ultimi tempi: “… molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. Poiché l'iniquità aumenterà, l'amore dei più si raffredderà. Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato” (Matteo 24:10-13).

Sì, la fine della vita di coloro che hanno preso ad amare e a seguitare il Maestro con uno spirito di umiltà e di sottomissione alla Sua perfetta volontà, sarà ancor più gloriosa del suo principio.

Se abbiamo scelto questa parte possiamo andare avanti con forza ancora oggi, liberi da ogni sollecitudine per l’avvenire, fatta eccezione per questa saggia domanda: “Quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?" (Luca 18:7, 8).

Signore aiutaci ad avere un cuore onesto e puro, portando frutto con perseveranza alla Tua gloria, in attesa del Tuo ritorno. “Io vengo presto; tieni fermamente quello che hai, perché nessuno ti tolga la tua corona” (Apocalisse 3:11), "Ecco, sto per venire e con me avrò la ricompensa da dare a ciascuno secondo le sue opere” (Apocalisse 22:12).

  Angela Zanghi

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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