...da Rosa : E' bello sapere che...

Ciao, il mio nome è ...Rosa. In questo spazio, dedicato alle donne, sono lieta di poter condividere la mia personale esperienza di donna cristiana, madre di due giovani ragazze.

Pezzi di puzzle 06Voglio subito ringraziare Dio ed anche Ezia, curatrice di questa ruibrica,  per l'invito a contribuire alla crescita di questo ideale puzzle di esperienze, che si vuole costruire, nell'intento di offrire alle visitatrici di queste pagine web e (perchè no?), anche ai visitatori, la possibilità di conoscere il punto di vista delle donne cristiane su temi che oggi sono di grande importanza ed attualità.

Aggiungo che mi ha procurato un senso di vera gioia constatare che anche il mio personale contributo è ritenuto utile per altri.

E' bello sapere che ...qualcuno si interessi a noi, vero?

Anche Gesù si è sempre interessato a me; l'ho realizzato all'età di venti anni, ora ne ho quarantatre.

In questi ventitre anni di vita da credente, ho vissuto momenti e situazioni molto particolari, constatando che, proprio nelle situazioni più difficili,  il Signore è sempre stato al mio fianco, sin da quando Gli ho permesso di diventare il mio Salvatore, il mio Consigliere, il mio migliore Amico.

Lo sappiamo tutti, ci sono periodi in cui si avverte veramente bisogno della mano d'aiuto di Qualcuno che possa consigliarci ed incoraggiarci.

A questo proposito devo sottolineare l'importanza  che ha per me la Bibbia, Parola di Dio, che costituisce un vero e proprio manuale di vita; vi trovo le risposte a tutte le mie domande.

Sono mamma di due ragazze, una di diciotto anni, appena compiuti , e l'altra di quindici.

E' bello essere mamma!

Anche se, dobbiamo tutte ammettere che, oggi, l'essere mamma è molto più difficile che in passato, perchè viviamo in una società priva di valori e di chiari e sani punti di riferimento.

I nostri figli vogliono (sottolineo vogliono) essere guidati, anche se non ce lo chiederanno mai esplicitamente; vogliono delle regole, vogliono i nostri "no", vogliono che noi siamo i loro punti di riferimento. Ne hanno bisogno ed è nostro dovere soddisfarli.

Per quanto mi riguarda,  ho messo dei paletti sul cammino delle mie figlie; sono punti fermi oltre i quali non devono andare: orari da rispettare per le uscite o per il computer, luoghi da non frequentare, sapere sempre dove e con chi  sono, eccetera.

Questo mi dà la sicurezza di vegliare e di svolgere il mio compito con responsabilità.

Nel libro dei Proverbi, al capitolo 29 verso 15 è scritto:

"la verga e la riprensione danno sapienza, ma il ragazzo lasciato a se stesso fa vergogna a sua madre".

Questo è uno dei tanti consigli che possiamo trovare nel manuale di vita che è la Parola di Dio; come donna  e madre  cristiana faccio tesoro dei consigli che provengono da questa fonte benedetta. 

Ho sentito di mamme che preferiscono coltivare un rapporto di semplice amicizia con i propri figli; con tutto il dovuto rispetto, dico che, non mi pare la soluzione migliore, quando, questo essere amica, viene disgiunto dal ruolo fondamentale di chi deve provvedere ad educare, guidare, proteggere, consigliare e, quando serve, a rimproverare.

Facciamo attenzione!

E' vero, però, che instaurare un rapporto di fiducia ci permette di parlare con loro, di dialogare, di ascoltare il loro punto di vista e dire il nostro, ma non ci si deve mai mettere sullo stesso piano.

Come mamme, quindi,  prendiamoci cura, anche e soprattutto, della loro vita spirituale.

Personalmente prego sempre Dio per le mie due figlie, sin da quando erano nel mio grembo;  spero di poterlo fare fino a che avrò la possibilità di esserci, mentre, ogni giorno ringrazio Dio di avermele affidate.

Mi preme, anche, evidenziare l'importanza di avere momenti di preghiera insieme a loro.

Bene, ora devo proprio salutarvi; ma penso che presto ci risentiremo.

                                                                            Rosa  Garofalo

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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