Otto Marzo
Ogni anno, l’otto marzo, si ritorna a parlare di quella che viene comunemente definita “festa della donna”; una data che dovrebbe essere invece ricordata come “la giornata internazionale della donna” che, per inciso, ha ben poco a che vedere con quello che passa in queste ore, su giornali, rotocalchi, radio e televisione e … meno che meno, con certe manie festaiole che hanno inquinato anche questa ricorrenza con il solito consumismo e la stravaganza di certi comportamenti.

L’origine della giornata internazionale della donna, come si sa, è legata al ricordo di conquiste sociali, diritti politici, emancipazione da condizioni di sfruttamento; anche se, continuano ad esistere in moltissime parti del mondo e sotto gli occhi di tutti, aree di vera e propria schiavitù.
Mi preoccupa molto quello che sta avvenendo in questi ultimi anni, che si concretizza, per usare un eufemismo, in una immagine deturpata della donna, a causa di avvenimenti e scandali con risvolti morali sui quali preferisco non soffermarmi, per non incorrere in malintesi e fraintendimenti che potrebbero sconfinare in valutazioni di carattere politico-partitico.
Attenzione, però, perché anche le donne hanno idee precise ed opinioni chiare sui fatti che stanno interessando il nostro bel paese, di fronte a padri e madri che avrebbero venduto le loro figlie a certe voglie di uomini vecchi. Per non parlare di quelle storie raccapriccianti di violenza, anzi, di vera e propria ferocia animale ed indicibile, ai danni di giovani donne, poco più che adolescenti.
Vi è molta indignazione in giro; questo è un otto marzo particolare, anche per questa ragione.
Facciamoci sentire, care donne, a modo nostro, con eleganza e stile, dolcezza e forza, dovunque; in seno alla nostra famiglia, nella società e, perché no, nella chiesa contemporanea, ricoprendo ruoli con dedizione, impegno assiduo, modestia e capacità speciali.
Anche per onorare tutte quelle donne, madri affettuose e generose, abili e preziose educatrici, mogli, ma anche ricercatrici eccellenti in moltissimi ambiti della scienza, compagne di viaggio per tutta la vita.
Insomma, per onorare, ripeto, la stragrande maggioranza delle donne che, in passato, si sono impegnate per alti ideali di libertà e dignità, svolgendo, quasi sempre, ruoli di secondo piano e restando nell’ombra.
Concludo con due citazioni dalla Bibbia che non hanno bisogno di alcun commento per essere intese da tutti:
Poi Dio il SIGNORE disse: "Non è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui". (Genesi 2:18)
Una donna virtuosa chi la troverà? Il suo pregio sorpassa di molto quello delle perle (Proverbi 31:10)
Ezia Deliso






