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La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

Costruire la propria casa

Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori; se il Signore non protegge la città, invano vegliano le guardie. Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare e mangiate pane tribolato; egli dà altrettanto a quelli che ama, mentre essi dormono. (dal Salmo 127)

Costruire

Come è noto, il salmo 127 è attribuito a Salomone, il più celebrato dei re di Israele, ed è importante che sia proprio lui a dare indicazioni e consigli circa il "progetto" di costruzione della propria casa o della propria famiglia.

Salomone poteva vantare la realizzazione di un "tempio" che sarebbe divenuto una delle sette meraviglie del mondo antico, poteva altresì mostrare l'abilità profusa nella costruzione degli splendidi palazzi reali. Umilmente però riconosce che tutte le nostre capacità sono poca cosa, se Dio non interviene direttamente nell'opera di costruzione.

Molte famiglie non reggono e crollano perchè non hanno usufruito dell'opera del grande "Architetto e Costruttore" (Ebrei 11:10), hanno utilizzato tecniche prettamente umane, fatte di buone intenzioni e pii desideri.

E'evidente che ogni famiglia che nasce richieda l'IMPEGNO UMANO. Dio infatti non incoraggia la pigrizia e l'indolenza, non ci chiama al disimpegno ed al fatalismo. La famiglia comporta un impegno nel "costruire" e nell'"affaticarsi", nel "proteggere", nel "vegliare", nell'alzarsi di buon mattino" e nel procacciare il suo bene ed il suo benessere. Occorre senz'altro uno sforzo individuale e comune, una collaborazione continua e totale, una partecipazione attiva e consapevole alla vita ed alle esigenze della casa.

Ma ... "se il Signore non costruisce la casa, se il Signore non protegge la città (Salmo 127:1) tutto l'affanno che ci diamo e gli sforzi che facciamo risulteranno vani ed infruttuosi!

Molti giovani pensano che mettere su casa sia un affare privato e personale, un problema che debbono risolvere in proprio ed autonomamente. Talvolta si ignora che "quel che fa ricchi è la benedizione del Signore" (Prov. 10:22)  e che senza di Lui non possiamo fare nulla (Giov. 15:15).
Dio sarà l'Artefice ed il Garante della nostra casa se saremo disposti ad affidarne a Lui la pianificazione del progetto e la direzione dei lavori, ovvero se lasceremo a Lui stabilire le linee spirituali fondamentali della nostra casa e la realizzazione pratica e quotidiana della vita familiare. Occorre un preciso intervento divino che accompagni e salvaguardi una tale "costruzione", destinata  a reggere  per tutta la vita.

Un fondamento sicuro (Mat. 7:24)

Innanzitutto è necessario porre bene le fondamenta e costruire sulla roccia stabile che è Cristo Gesù. Colui che può proteggerci dalle piogge, dai torrenti e dai venti contrari e tenere salda la nostra casa mediante la Sua Parola.

Un materiale sicuro (Prov. 24:3,4)

E' necessario poi utilizzare non tanto le risorse ed i mezzi che la società attuale utilizza (lavoro, ricchezze, posizione sociale, raccomandazioni, ecc...), ma occorre attingere soprattutto alle virtù celesti che non tramontano e non deludono, quali la sapienza, la prudenza, la fedeltà ed il timore di Dio (Salmo 101:2).

Un cemento sicuro (Cant. 8:6,7)

E' necessario infine tenere unita e compatta la nostra casa attraverso il cemento  dell'amore vero, che è fatto non tanto di ardore e di passione, ma è costituito da quelle qualità pratiche che lo rendono simile all'Amore di Dio ("l'amore è paziente, è benevolo... soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa" 1 Cor. 13:4,7) .

Chi esclude, ignora o trascura Dio nella costruzione dellla propria casa somiglia ad uno stolto che, edificando la sua casa sulla sabbia, si espone ad essere travolto e spazzato via dalle tante problematiche esistenziali (Mat. 7:26).
Saggio è invece colui che invita il Signore ad essere l'ispiratore ed il custode della propria casa, dichiarandosi inadeguato per un compito così importante ed accettando fiducioso il piano ed il disegno di Dio per lui (Ger. 29:11).

"Io onoro quelli che mi onorano" (1 Sam 2:30).

                                                                                        Franco Citarella

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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