LA FORZA DELL'ESEMPIO

Esorta ugualmente i giovani a essere saggi, presentando te stesso in ogni cosa come esempio di opere buone; mostrando nell'insegnamento integrità, dignità, linguaggio sano, irreprensibile, perchè l'avversario resti confuso, non avendo nulla di male da dire contro di noi. (Lettera a Tito 2:6-8)

Nicolas Murray Butler, presidente dell'Università della Columbia (USA), ha detto in modo alquanto caustico: "ci sono tre tipi di persone nel mondo: coloro che non sanno quello che succede, coloro che guardano ciò che succede e coloro che fanno succedere le cose. La forza dell'esempio è quella di far succedere le cose perchè spinge gli altri all'azione".

L'esempio è una grande forza persuasiva.

Tutte le azioni compiute dai cristiani corrispondono ad un sermone! 

Se dunque noi viviamo superficialmente, gli altri imiteranno il nostro esempio e se siamo schiavi delle passioni, anche coloro che ci osservano seguiranno la via della dissolutezza. L'apostolo Paolo conosceva il potere dell'esempio tanto da affermare: "le cose che avete viste in me, fatele anche voi" (Fil. 4:9).
Il termine "esempio" indica "il marchio di uno stampo". Gli insegnamenti di Tito avrebbero perso ogni valore se non fossero stati confermati da una vita coerente alla chiamata divina.

 

"SII D'ESEMPIO NELLA SAGGEZZA"

Cos'è la saggezza? I sinonimi di saggio, che ci aiutano a comprenderne meglio il significato, sono: assennato, di buon senno, giudizioso, ponderato, prudente.

Tito esortava i giovani ad essere saggi: ma l'esortazione risulta essere efficace solo se chi esorta è un esempio di saggezza.

Ciò che noi diciamo agli altri di fare, dobbiamo farlo prima noi, altrimenti le nostre parole resteranno inascoltate e ci sarà detto: "medico, cura te stesso".  Spesso pensiamo che la saggezza sia prerogativa degli anziani, in realtà la saggezza deve essere prerogativa di ogni figlio di Dio a prescindere dall'età.
Naturalmente la saggezza di cui parla Paolo è dono di Dio ed a Lui deve essere richiesta.


"PRESENTANDO TE STESSO IN OGNI COSA COME ESEMPIO DI OPERE BUONE"

Le buone opere sono importanti nella vita del credente. Pietro ci parla dell'agiredi Gesù, dicendo che Egli andava attorno "facendo del bene".    La gente oggi è stufa di parole, vuole vedere la nostra fede accompagnata dalle opere.
Le azioni parlano molto più delle parole.  

"Per sapere chi sono, non bisogna osservarmi in chiesa, bensì tra le pareti domestiche: non bisogna chiedere di me informazioni al mio pastore ma a quelli che mi vedono tutti i giorni. La donna di servizio, il bambino, la moglie, l'amico, il collega sono i migliorin giudici della sincerità dei miei sentimenti cristiani. Un uomo pio esercita infallibilmente una buona influenza su coloro che lo circondano. Non crederò mai che un uomo sia un vero cristiano, se sua moglie, i suoi figlioli, i suoi collaboratori e perfino il cane che vive sotto il suo tetto non godano dei benefici effetti del suo esempio" (C.H. Spurgeon).   

Non siamo salvati per opere, ma le nostre opere saranno valutate e ci procureranno lode o infamia.

 

"MOSTRANDO NELL'INSEGNAMENTO INTEGRITA'".

"I più grandi ostacoli al successo della Parola sono dati da coloro che con la propria vita contraddicono la loro buona dottrina. Predicano così bene dal pulpito che è un peccato che vi scendano, ma vivono così male giù dal pulpito che è un peccato che vi siano saliti" (Matthew Henry). 

Ma cosa significa "integro"?   Dal dizionario: "non toccato, incorrotto, non contaminato, intero, di nulla mancante, completo di ogni dettaglio, non deteriorato dal tempo e dall'uso".

Il tempo in cui viviamo ci mostra una società in grave decadenza etica e morale. L'integrità è una qualità molto rara nella società di oggi. Non possiamo non considerare , nostro malgrado, la decadenza spirituale  e dottrinale di tanti credenti nella Chiesa del Signore e quindi la ricerca e la pratica di un Evangelo diluito e annacquato.

"Il sentimento di quanti siamo maturi" deve essere di camminare sulla via dell'integrità per essere una testimonianza al mondo, un esempio e un punto di riferimento nella comunità dei credenti in cui viviamo. Possa la nostra vita corrispondere alla parole di Gregorio Nazianzeno che così descriveva Basilio: "la sua voce rimbombava qual tuono, perchè la sua vita risplendeva qual lampo". La nostra vita dovrebbe essere un magnete che attira gli uomini a Cristo.  E' davvero triste quando, al contrario, essa li allontana da Lui.

 

"DIGNITA'"

E' interessante notare come questo termine è tradotto in altre versioni più antiche: "equilibrio, costumatezza".  Il termine "costumato" è oggi linguisticamente caduto in disuso, come in disuso è caduto anche il suo significato e si preferisce il termine "dignità". 

Dobbiamo essere "costumati", cioè dignitosi, anche nel vestire.

Non è fuori luogo riflettere sul fatto che ancora oggi, in determinate località del nostro e di altri Paesi, l'abito venga chiamato "costume".  Mentre per "costume" ci riferiamo al modo di pensare, di essere e alle usanze di una società, questo termine, applicato al modo di vestire, ci dice che anche l'abbigliamento di un cristiano è il riflesso della sua personalità interiore.

Si deve essere figli di Dio di dentro (morale) e di fuori (comportamento che comprende anche l'abbigliamento).
La coppa presa come esempio da Gesù, se è netta all'interno, rivelerà nettezza anche all'esterno.

 

"LINGUAGGIO SANO, IRREPRENSIBILE"

Le parole possono essere strumenti meravigliosi che ispirano, elevano, motivano.  Ma possono anche avere effetto contrario: deludono, demotivano, scoraggiano, deprimono. Parole correttamente scelte hanno grande valore e peso.

Una ferita verbale, a volte, fa molto più male di una fisica.

Una parola è appropriata quando è detta: a tempo (Prov. 15:23), per incoraggiare (Giob. 4:4), in modo gentile (Prov. 16:24), con grazia (Col. 4:6), con saggezza (Sal. 49:3), per rallegrare (Prov. 12:25).  La nostra bocca dovrebbe sempre pronunciare "parole sane".

"PERCHE' L'AVVERSARIO RESTI CONFUSO, NON AVENDO NULLA DI MALE DA DIRE CONTRO DI NOI"

Tutti i credenti , per mezzo della potenza dello Spirito Santo, sono chiamati a manifestare queste virtù.

Sembra che nelle chiese molti ritengano che queste qualità riguardino esclusivamente gli anziani e i diaconi, e per questa ragione non le considerino come delle priorità in relazione alla propria vita.

Possa Dio concederci che, nelle nostre chiese, ci siano uomini e donne che, indipendentemente da una chiamata al ministero, aspirino ad essere degli "esempi" di fede e di santità.  Solo allora l'avversario, "l'accusatore dei fratelli", non denigrerà la Chiesa ma "resterà confuso non avendo nulla di male da dire contro di noi".

 

"SII D'ESEMPIO!"

 

Franco Citarella

Azioni sul documento
Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

Altro…
 
Strumenti personali