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La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

Pina: "così Gesù ha trasformato la mia vita"

Mi chiamo Pina. Ebbi modo di ascoltare la predicazione della Parola del Signore, molti anni or sono, quando ero ancora una giovane adolescente.

Rosa

Il seme delle "buona novella del Vangelo" era stato sparso nella mia famiglia; in quel periodo, però, per una serie di circostanze negative, scelsi di stare alla larga da quello che mi veniva insegnato.

Circa dieci anni or sono, però, dopo aver trascorso una esistenza non sempre facile, mi sono trovata di fronte ad un problema molto serio: una delle mie figlie era stata colpita da una grave malattia.

Avvertii subito una sensazione di paura, come se mi fosse piombato addosso, all'improvviso, un peso grandissimo, un'intera montagna; fu così che la disperazione si impadronì della mia mente.

Dovevo provvedere a dare assistenza a mia figlia, cercando di simulare, in sua presenza, una certa serenità; quando restavo sola, però, immancabilmente,  riafforava la disperazione, che mi portava a piangere, perchè sapevo bene che anche la scienza medica avrebbe potuto fare ben poco  per la sua guarigione, che ritenevo del tutto improbabile, se non addirittura impossibile.

A quel punto decisi risolutamente di rivolgermi a Dio, chiesi il Suo intervento per guarire mia figlia e giunsi a fare un "voto" di rinuncia per qualcosa a cui tenevo molto.

Ma come si usa dire, piove sempre sul bagnato.

Infatti, come se non bastasse, si ammalò anche la mia seconda figlia complicando a dismisura la mia esistenza, che dovevo dividermi per affrontare lo stress delle visite mediche, con i risultati deludenti causati dalle risposte negative della medicina ufficiale.

Tutto ciò non faceva altro che aumentare la mia angoscia, fino al punto di minare il mio, ormai già fragile, equilibrio psichico.

A questo punto, mentre accadeva che, apparentemente, l'andamento generale delle vicende familiari potesse migliorare, essendosi un pò stabilizzato il decorso clinico delle malattie, intervenne anche un problema economico che complicò la vita della mia famiglia.

Comprensibilmente, avvertii una brutta sensazione, come se tutto il mondo mi stesse crollando addosso; era venuta meno una fonte di sicurezza economica che, quanto meno, poteva permettere di affrontare le difficoltà create dalle condizioni di salute delle mie figlie.

Tutto era divenuto traballante, incerto, precario; mi pareva di non avere più alcuna possibilità di sperare che le cose potessero migliorare.

Oramai ero in preda ad un senso di scoraggiamento e di oppressione fino al punto di tentare di suicidarmi.

Fui salvata dall'intervento provvidenziale dei miei figli, anche se, ora,  ho ragione di credere che sia stato il Signore a mandarli da me per evitare il peggio.

Proprio in quei giorni, mio figlio iniziò a parlarmi di Gesù; mi spiegava che Dio, solo Lui, avrebbe potuto intervenire per risolvere quelle situazioni difficili in cui ci trovavamo; bisognava, però, che io stessa mi rivolgessi a Lui per chiedere l'aiuto necessario.

Inizialmente, devo ammetterlo,  fui un pò scettica.

Ma, in seguito, mi capitò di frequentare alcune riunioni di carattere evangelistico che si tenevano sotto una tenda, dove veniva predicato il Messaggio dell'Amore di un Dio Vivente, di cui parla l'Evangelo.

Fui subito toccata dalla predicazione della Parola di Dio. Anche la musica mi colpì, per non parlare degli inni bellissimi che venivano cantati sotto questa tenda evangelistica, oltre al particolare modo di pregare che mi procurò momenti di grande coivolgimento emotivo.

In realtà, ora comprendo, che il mio cuore fino a quel momento di pietra, si stava aprendo al messaggio che Dio indirizzava proprio a me.

Tuttavia, il momento decisivo fu quando piegai le mie ginocchia  per chiedere umilmente perdono al Signore.

Accadde subito dopo aver ascoltato il racconto di una testimonianza di salvezza resa da un credente che aveva raccontato la propria esperienza di perdono e guarigione dell'anima.

Si trattava di un uomo che trasmetteva  la propria storia, parlando di come il Signore lo stava sostenendo in un momento di particolare difficoltà della propria vita.  Diceva di essere affetto da una malattia che sapevo essere la stessa che aveva colpito la mia prima figlia.

Compresi chiaramente, che quell'uomo, pur attraversando un momento così difficile, lodava il Signore, mentre io non lo avevo nemmeno ringraziato per essere intervenuto miracolosamente nel decorso della malattia di mia figlia.

Capii anche che il "voto" che avevo fatto non aveva alcuna importanza, non serviva proprio a niente, perchè il Signore non ci chiede sacrifici ma desidera che apriamo a Lui il nostro cuore e lo riceviamo come Salvatore e Signore, obbedendo alla Sua volontà ed onorandolo con la nostra condotta.

Sì...è stato proprio così che Gesù ha trasformato la mia vita.

Da quel giorno, anzi da quel momento, non mi sono più allontanata da Lui ed il Signore mi è stato sempre vicino prendendosi cura di me.

Concludo dicendo che, anche ora, non mancano i problemi; so benissimo però che non potrò più essere vinta dalla disperazione e dallo scoraggiamento perche Gesù Cristo è accanto a me, mi sostiene, alimenta in me ogni giorno la pace.

Al Signore Cristo Gesù, sarò per tutta la mia vita riconoscente e con il Suo aiuto, fedele; a Lui siano l'onore e la gloria.

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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