Streaming Flash

Lettore rapido: clicca play
« maggio 2012 »
maggio
lumamegivesado
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031
Gestione dei contenuti

La gestione dei contenuti di questo sito web e' a cura di Antonio Deliso

 

Carmela: "finalmente avevo trovato ciò che cercavo"

Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il Suo disegno. (Rom 8:28)

Foto di Carmela

 La cara famiglia di Carmela in una immagine nella sua nuova casa

 

Pace del Signore a tutti.
Mi chiamo Carmela, ho 34 anni e con gioia voglio farvi partecipi di ciò che Dio ha fatto per me; per farlo devo tornare indietro con gli anni.
Quando avevo due anni i miei genitori si separarono e ritrovandoci ad avere difficoltà economiche fui costretta ad essere ospitata in un Istituto cattolico, dove ho trascorso sette anni della mia infanzia.
Mio padre era un uomo violento ed io avevo paura di lui. Spesso, durante i suoi attacchi d’ira, picchiava me e mia madre. Lo odiavo per questo e per tutto il male che ci faceva.

Lo odiavo perché non era il padre che avrebbe dovuto essere.
Crescendo, la figura paterna mi mancava, al punto tale da costruirmi la figura di un padre immaginario; nelle mie fantasie i padri delle mie amiche divenivano i miei.
A diciotto anni conobbi un ragazzo che iniziai a frequentare e che divenne in seguito mio marito. Dal nostro amore nacque una splendida bambina.
Cosi anch’io avevo la famiglia che avevo sempre desiderato e finalmente ero felice.

Ma,  a causa delle mie paure, non riuscivo a goderne appieno.
Avevo paura di perdere improvvisamente mio marito e mia figlia e di rimanere sola di nuovo.
Caddi cosi in una profonda crisi depressiva.
Sotto prescrizione del medico cominciai ad assumere psicofarmaci i quali non facevano altro che peggiorare la situazione.
In più, quel padre mancato mi ossessionava con la sua assenza.
Perché non potevo averlo accanto, come tutte le altre ragazze?
Perché il mio era stato cosi cattivo con me?
Spesso quando ero sola in casa mi disperavo e piangevo per questo.
Un giorno, nel mio stabile, venne ad abitare una famiglia cristiana evangelica, con la cui figlia strinsi un bel rapporto d’amicizia.
Da subito lei cominciò a parlarmi del Signore e un giorno mi invitò ad una riunione di culto.
Io accettai volentieri.
Quella sera, il Signore parlò al mio cuore; ma sentivo ancora il bisogno di qualcosa di più forte e concreto.
Non dovetti attendere molto per questo.
Infatti un bellissimo giorno (il più bello della mia vita) il Signore si rivelò potentemente nella mia vita.
Per parlarmi  usò un bigliettino del calendario cristiano che riportava il versetto di Matteo 6:8 che dice: «poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno».
Inoltre la riflessione riportata sul retro parlava di me e della mia vita da orfana (perché è cosi che mi sentivo).
Scoprii che Dio è il Padre di noi tutti e in particolare il Padre degli orfani.
Una grande gioia invase il mio cuore perché finalmente avevo trovato ciò che cercavo: Dio, mio Padre.

È difficile descrivere ciò che provai in quel momento.
Tutti i miei dubbi, tutte le mie paure si dissolsero in un istante, compresi l’amore infinito di Dio per me e il significato del sacrificio di Gesù.
Tutto era nuovo per me, mi sentivo una nuova persona.
Accettai quel giorno stesso Gesù come mio personale Salvatore.
Il Signore mi donò la forza di perdonare mio padre; mi fece comprendere che ciò che aveva fatto era causato dai seri problemi mentali di cui era affetto, senza dei quali, il suo comportamento sarebbe stato diverso.
Ora vado spesso a trovarlo e con gioia dichiaro che non c’è visita in cui non colga l’occasione per parlargli del Signore.
Non posso fare a meno di ringraziare Dio per l’opera che ha fatto nella mia vita e nella mia casa, ora che anche mio marito ha accettato il Signore nella sua vita e nel suo cuore. Ora lo serviamo insieme.

Dio ha fatto veramente cose grandi  ed ora  noi siamo nella gioia.

Vorrei invitare quanti leggeranno questa testimonianza e dovessero rispecchiarsi un po’ nella mia esperienza, a ricercare Dio.

Cara amica e caro amico, so per esperienza, che il Signore, desidera essere anche tuo padre; se solo glielo permetterai:

In questa maniera,  anche tu potrai diventare sua/o figliuola/o.
Dio ti benedica 

 

Azioni sul documento
Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

Altro…
 
Strumenti personali