Maria: "Il mio aiuto viene dal Signore"

Stavamo vivendo un periodo difficile.....in quegli incontri ci parve di scoprire come Dio poteva prendersi cura di noi e risolvere i nostri problemi.

Aiuto dall'alto

Mi chiamo Maria.
Ringrazio il Signore perché ha sensibilizzato il mio cuore, affinché conoscessi la verità che rende liberi ed il Suo piano di salvezza per chi crede in Lui e affida la propria vita nelle Sue mani.

Avevo sedici anni quando mia sorella  e mio cognato, incominciarono a parlarmi di un Dio vivente e pieno d’amore per la Sue creature. 

Mi trovai, improvvisamente, a fare i conti con il fatto che questa notizia non coincideva perfettamente con quanto mi era stato trasmesso e che conoscevo sino a quel momento.

Conseguentemente, fui costretta a confrontare le mie precedenti convinzioni con quello che la Bibbia insegna, che nel frattempo avevo incominciato a leggere.

Ne parlai al mio fidanzato, il quale si trovò d’accordo con quello che stavo sperimentando. La nostra comune ricerca di verità, incontrò, purtroppo, ostacoli dovuti a  qualche contrasto con i familiari di mio marito.

Va detto che la sua famiglia  è stata sempre molto osservante della dottrina insegnata dal cattolicesimo romano; il contrasto si accentuò al punto da farci desistere dal proposito di continuare in questa nostra ricerca della verità.

Intanto il tempo passava,  ci sposammo ed  avemmo una prima e poi una seconda bambina.

A questo punto, nutrivo in me il forte desiderio di  insegnare alle mie bambine la sana dottrina biblica, che, tanti anni prima,  mi aveva colpito ma che non avevo approfondito per i contrasti nati in seno alla famiglia. 

Devo aggiungere che, mio marito, pur essendo niente affatto entusiasta della mia idea, non oppose resistenza e non mi ostacolò nell'attuare questo bel desiderio.

Non solo, capitò, che un pomeriggio, mentre passeggiava con la figlia minore, notò che, per strada, si stava svolgendo una riunione volta a parlare alla gente di Gesù.

Conoscendo la mia sete di verità ritornò a casa per invitarmi a partecipare a quella riunione.

Successivamente ci recammo in chiesa dove fummo particolarmente benedetti dal Signore attraverso una meditazione ispirata al Salmo 121.

Stavamo vivendo un periodo difficile e, in quegli incontri, ci parve di scoprire come Dio poteva prendersi cura di noi e risolvere i nostri problemi.

Concludo dichiarando che, come succede sempre in questi casi, avendo affidato al Signore il governo della nostra vita ed avendo creduto in Gesù, come personale Salvatore, abbiamo potuto realizzare concretamente, nella nostra vita, che il Signore benedice tutti coloro che vanno a Lui, con cuore sincero, chiedendogli aiuto e soccorso.

In tutti questi anni, ha  provveduto al nostro bisogno materiale, ma anche a quello spirituale.

Fino ad oggi il Signore è stato sempre con noi, nei momenti felici ed anche quando abbiamo incontrato difficoltà e problemi; devo aggiungere che, proprio allora,  quando, cioè avevamo più bisogno di aiuto, abbiamo potuto vedere che Dio vive ed opera!

A Lui vada la lode e il ringraziamento!

 

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Finchè si può dire oggi
Si può imparare ad essere giovani?

Un vecchio detto popolare afferma che “ad essere giovani si impara da vecchi”; per contro, guardandoti intorno, capita di far caso al fatto  che tanta gioventù pare essere invecchiata precocemente.

Può accadere che ti sorprendi a riflettere sul tempo trascorso e su tutto quello che avresti voluto realizzare  e che consideravi importante, ma che non hai potuto ottenere … per ragioni di tempo.

Tic … tac … tic … tac … il tempo scorre inesorabilmente, non si ferma, tutto passa; ad un certo punto, ti accorgi che ogni attimo è prezioso.

Comprendi, allora, che non è più il caso di perderti in chiacchiere, passare il tempo a fare cose che, in fondo non servono più, perché, in realtà, non sono importanti, mentre ti hanno rubato spazio per impegnarti in ciò che conta veramente.

Sì, può sembrare banale fare certe riflessioni ad una certa età. 

Qualche esempio?

Come sono cambiati i tempi!  Come è cambiato il mondo intorno a te! Come sei cambiato pure tu!

Ti accorgi immediatamente, però,  che qualcosa che hai sperimentato personalmente è rimasto; ha conservato intatto il suo valore, che, anzi, ti sembra pure cresciuto enormemente.

Pensi a quello che sei diventato ed al rapporto con la Parola della Vita, che continua a costituire il cibo quotidiano che non si è deteriorato, non ha perduto il suo sapore; anzi, nel tempo, continua  a produrre frutti sempre più sostanziosi.

Ti vengono in mente le parole che hai letto tanto tempo fa e che ora acquistano più senso e sostanza:

Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti, e io vi sosterrò; sí, vi porterò e vi salverò. (Isaia 46:4).

Sì …  è vero …  hai una valigia piena di ricordi, memoria  di tempo trascorso in attività inutili che ti hanno distolto dal guardare diritto, avanti a te, a ciò che veramente (ora lo hai capito, finalmente) ha valore.

Allora, pensi : Ah, se si potesse ricominciare daccapo!

In passato questo genere di considerazioni avrebbero causato una vera  e propria crisi;  ma tu, lo  sai, sei uscito per sempre dalla crisi, ferito, con tracce profonde nell’anima, ma vivo.

Per questo sai che non puoi più sprecare  tempo; bisogna rimanere concentrati  e guardare avanti.

Ricominciare da capo …  ogni giorno, perché hai imparato, finalmente, ad essere giovane, notificando al Signore il tuo bisogno di aiuto per essere guidato, per dare più sapore e sostanza alla vita; quella che ti sta davanti, che ora ti sembra davvero meravigliosa e che ti fa desiderare di dirlo a tutti, amici, conoscenti e parenti.

E mentre vivi e cammini, realizzi che non sei solo, il Signore risponde e … ti addolcisce l’anima.

A.D.

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (seconda parte)

Riprendiamo la nostra riflessione su questo episodio narrato nell’evangelo di Matteo. Spero abbiate avuto il tempo di rileggerne il resoconto  e chissà, (non è mai troppo tardi, finché si può dire oggi, tanto per restare nel tema di questa rubrica) per qualcuno, di leggere per la prima volta.

A questo proposito desidero comunicare a quanti fossero sprovvisti di un Nuovo Testamento, di farcene richiesta, attraverso i nostri recapiti; saremo felici di poterne donare una copia, che potrà rivelarsi un dono prezioso per il resto della vita.

Tutti, credo, sarete rimasti toccati da questo incontro tra  una mamma piena di affetto, una donna cananea, che sfida coraggiosamente le difficoltà, si fa largo e  riesce a giungere davanti a Colui della cui potenza aveva sentito parlare; il solo, riteneva, che avrebbe potuto operare una liberazione così istantanea, miracolosa, ed impossibile a qualsiasi uomo.

Possiamo ritenere che non avesse il minimo dubbio sul fatto che la sensibilità, la disponibilità e la misericordia del Maestro, Cristo Gesù, non “avrebbe potuto” resistere al suo disperato grido di aiuto.

Proprio no!

E’ certa che il cuore di Cristo Gesù  non si sarebbe sottratto a questa richiesta di intervento urgente.

Un episodio che ai più distratti  può apparire come un fastidioso incidente di percorso, inopportuno quanto imprevedibile, come un evento del tutto casuale; ma è chiaro: è il piano di Dio.

Quanti incontri tra Gesù e le donne appaiono casuali ed imprevisti?

Eppure sono lì, nel Vangelo, per almeno quattro ragioni importanti: scuotere le coscienze  da pregiudizi e da atteggiamenti e comportamenti ingiusti nei confronti delle donne, costituire una lezione per tutti gli uomini di ieri e di oggi, aprire uno spiraglio per chiunque desidera essere liberato dalle catene della malvagità, compresa la possessione demoniaca di un familiare ed anche, per noi oggi, vedere alimentata la fede e la speranza, quando siamo in difficoltà.

Mi sono rimaste in mente ed ancora risuonano in me quelle parole di Gesù: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Che bella lezione! Non vi pare?

E.D.

 

A proposito di incontri che ti cambiano la vita (prima parte)

L’evangelo riporta tantissimi episodi che riguardano incontri ravvicinati del Signore, con uomini e donne in cerca di aiuto, in situazioni e circostanze sempre differenti, talvolta in presenza di un seguito formato da discepoli e folle che, a vario titolo, lo seguivano e gli si accalcavano intorno.

Non dico niente di nuovo se paragono i racconti di questi incontri a veri e propri quadri d’autore, tante sono le sfumature ed intense le emozioni che ci vengono trasmesse. Senza dimenticare la profondità del messaggio che ne riceviamo ogni volta, pur con il passare degli anni, trovandovi sempre nuovi dettagli che aprono spiragli di luce e di prospettive benedette per tutti.

Qualche sera fa ho riletto il racconto che l’evangelista  Matteo ci riporta dell’incontro di Gesù con una donna cananea, come erano definiti gli abitanti di quella regione, peraltro nota per il paganesimo.

Ancora una volta questo episodio mi ha "impressionato" per la decisa insistenza di questa donna, la fiducia che essa nutre sul risultato. Anche se, non può passare inosservata la sua umiltà, unita alla consapevolezza di trovarsi di fronte a Colui, la cui autorità avrebbe potuto  soddisfare  la sua richiesta di aiuto e liberazione per la figlia, nientemeno che tormentata da un demonio.

Non è vinta da un comune senso di  “amore per la propria privacy” e non prova alcuna vergogna nel confessare pubblicamente il bisogno di una potente liberazione per la sua figliuola; non tiene,  in alcun conto, il parere ed il giudizio di tutti i presenti a questa scena.

Ora, però, fermiamoci un momento a considerare una certa apparente disattenzione del Maestro, che pare non avere intenzione di rispondere, circondato da discepoli che, infastiditi da quella presenza, considerata, anche per ragioni etniche, estranea e non gradita, invitano Gesù ad allontanarla.

Prendiamoci un po’ di tempo per riflettere; domani, a Dio piacendo, vedremo gli sviluppi. Intanto vi lascio un compito: rileggete questo episodio, narrato nell’evangelo di Matteo capitolo15 dal verso 21 al verso 28.

A domani.

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