E’ bello sapere, entusiasmante realizzare, che siamo più che vincitori!

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Signore, abbi pietà di noi! Noi speriamo in te. Sii tu il braccio del popolo ogni mattina, la nostra salvezza in tempo di angoscia! (Isaia 33:2)

E’ bello sapere che possiamo avere fiducia nel fatto che il Signore è sempre pronto a prendersi cura di noi, proteggerci e soccorrerci quando siamo in difficoltà e abbiamo urgente bisogno di aiuto.

Ma è molto più bello, anzi, meraviglioso e addirittura entusiasmante, concretizzare la Sua risposta alla nostra preghiera quando capita di attraversare momenti difficili, quando diventa necessario ed urgente essere soccorsi.

Quando, in altre parole, sperimentiamo che, nonostante tutto ciò che ci procura ansia, sofferenza, amarezza, paura, possiamo riposare con fiducia e svegliarci ogni mattina nella convinzione che il Signore rende concreto quello che promette.

Certo, Dio è fedele a prescindere da qualità personali, cultura, lingua, condizione sociale, ideologie di qualsiasi natura. Tutti coloro che si rivolgono a Lui vengono soccorsi e illuminati.

Di più, vengono armati e resi idonei al combattimento confidando nella vittoria finale, contro ogni logica, nonostante circostanze ed evidenze contrarie; condizione che ci riporta a quanto possiamo leggere a proposito della fede di Abramo, nella lettera ai Romani capitolo 4 verso 18: Egli, sperando contro speranza, credette, per diventare padre di molte nazioni, secondo quello che gli era stato detto: “Così sarà la tua discendenza”.

Sì, la fede è proprio un concentrato di fiducia nel carattere di un Padre affettuoso, premuroso, compassionevole verso chi si converte a Lui; tanto, da renderci sicuri di poter essere prontamente soccorsi.

Ci piace affermare, non quello che abbiamo sentito dire da altri, ma ciò che abbiamo conosciuto personalmente e vissuto direttamente.

E’ proprio così!

Abbiamo sperimentato che una semplice preghiera, funziona!

Talvolta, anche senza parole.

Aprire il cuore può bastare per uscire da una specie di circolo vizioso, da un labirinto fatto di pensieri cupi, da situazioni ritenute impossibili, dense di difficoltà impressionanti, da un pantano fangoso intriso di amarezza a causa di una ferita mortale, di una perdita incolmabile, di un senso profondo di angoscia.

Una via d’uscita alla portata di tutti che non implica di aver frequentato corsi di formazione per imparare a pregare perché basta che sia originata dalla personale conoscenza del carattere speciale di Dio.

Chissà, forse qualcuno oggi sta vivendo “male”.

Quello che desideriamo rendere con chiarezza e forza da questa postazione consiste nel fatto che un rimedio c’è: cercare il Signore con tutto il cuore.

Anche se conosciamo benissimo che come è scritto: noi non sappiamo pregare come si conviene (Rom 8:26) sappiamo altresì che pregare non è difficile, basta, ripetiamo, aprire il cuore e la mente nella Sua presenza.

Radio Evangelo svolge una funzione, ormai da oltre 40 anni, che consiste nel riportare all’attenzione di chi ascolta lo scopo speciale di questo servizio radio: diffondere la Buona Notizia del Vangelo; che Dio ci ama teneramente e vuole che torniamo sui nostri passi e viviamo in sintonia con la Sua volontà.

I mezzi che usiamo non consistono in risorse, qualità e competenze umane che possono impressionare e fare colpo con effetti speciali e sofisticate strumentazioni tecnologiche.

La musica specialissima che diffondiamo, gli inni, le riflessioni, gli studi biblici, il racconto di esperienze vissute in prima persona da parte di coloro che sono impegnati in questo delicato ed impegnativo servizio radio, la predicazione della Parola del Signore sono i soli ingredienti per raggiungere chi, come noi tempo addietro, vive “male”, è depresso, non riesce a scorgere il “sereno” che è alla portata di tutti.

Oggi più che mai un compito utile e necessario, anzi, senza esagerazione, essenziale, un impegno al quale non ci sentiamo di sottrarci.

Cercate il Signore mentre lo si può trovare; invocatelo mentre è vicino. (Isaia 55:6)

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