“Fa’ il bene che ti ho insegnato a fare”

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A proposito di imparare.

Ho ripreso da pochi giorni ad usare una edizione della Bibbia che avevo lasciato nello scaffale dei miei libri preferiti e sostituito con una più recente, definita da studio.

La nuova edizione è completa di diversi interessantissimi ed utili sussidi, come: note archeologiche ed indici che facilitano ricerche su temi specifici, corredata, naturalmente, di chiave biblica, cartine geografiche al tempo dei patriarchi, altre con il percorso dell’esodo dall’Egitto alla Terra Promessa, della Palestina al tempo di Cristo, altre ancora, molto interessanti, con l’indicazione dei viaggi missionari dell’apostolo Paolo, eccetera.

Ho rivissuto un momento di grande emozione nel ritrovare vecchi appunti, ricordare episodi e note con tratti a matita, che mettevano in evidenza versetti biblici che mi avevano colpito, annotazioni, punti di domanda, punti esclamativi come simboli di veri e propri sprazzi di gioia.

Insomma, tutto ciò che farebbe pensare ad una Bibbia pasticciata si è rivelato, scorrendone le pagine, un vero tesoro, una miniera preziosa di profonde emozioni di fronte alla potenza di quello che la Bibbia mi ha fatto vivere in quel periodo iniziale della mia conversione a Cristo.

Un piccolo esempio: ho riletto una frase, di mio pugno, sul bordo di una pagina del capitolo 1 del libro del profeta Isaia, una porzione della Bibbia che, per inciso, ha lasciato nella mia anima un vero e proprio solco che risale ai primi giorni della mia nuova vita, quando ormai, superata l’età di  32 anni,  mi trovai a realizzare un vero incontro personale con l’Evangelo ed in particolare con una PERSONA di cui avevo sentito parlare da bambino: GESU’ CRISTO, divenuto il mio Salvatore, l’autore della mia redenzione, che ha sconfitto la morte e siede alla destra del Padre Celeste.

Avevo con un tratto verticale di matita segnato alcune righe dal verso 16 al 19 che riporto:

Lavatevi, purificatevi, togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni; smettete di fare il male; imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova! “Poi venite e discutiamo” dice il Signore: “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana. Se siete disposti ad ubbidire, mangerete i frutti migliori del paese; ma se rifiutate e siete ribelli, sarete divorati dalla spada; poiché la bocca del Signore ha parlato”.

Nella pagina era aggiunto anche un breve sintetico commento di mio pugno che esprimeva una profonda gioia, risalita miracolosamente nella mia memoria, come un messaggio che Dio in persona stesse rivolgendo in quell’istante alla mia anima e che suona così: è giunto il momento di impegnarti a fare il bene che ti ho insegnato a compiere.

Faccio notare che avevo già letto tempo prima e ricordavo bene quello che l’apostolo Paolo scrive nella lettera ai Romani: Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio (Romani 7:19).

E’ proprio questa la radice del bisogno di imparare a fare il bene; mentre, di contro, sappiamo tutti che  è molto comune una particolare attitudine a comportamenti di genere opposto, vale a dire nel “fare il male”.

Senza bisogno che qualcuno ce lo abbia mai insegnato, senza aver mai frequentato corsi di formazione specifici, di avviamento ed addestramento a comportamenti non corretti.

Senza il minimo bisogno di fare pratica nel campo del mentire, esprimere giudizi negativi totalmente gratuiti ed infondati, nella maldicenza, in comportamenti egoistici che danneggiano altri, perché si tratta di “materie” nelle quali nasciamo esperti, siamo bravissimi sin dalla nascita, perché fanno parte del DNA umano.

Il dramma sta nelle conseguenze di tutto ciò.

Nel senso che quando commettiamo errori, se non abbiamo una coscienza sveglia, se capita di notare che qualcosa intorno a noi non funziona siamo portati a dare la colpa ad altri, perché non ci va proprio a genio l’idea che siamo stati noi a causarlo.

A tale proposito basta guardarsi in giro: egoismo, egocentrismo, arroganza, presunzione, esibizionisti, pavoni, scimmie e pappagalli, imbroglioni di bassa forza, prevaricazione … e chi più ne ha più ne metta.

Per questa ragione la Bibbia parla della necessità di nascere di nuovo.

La chiesa di oggi, il mondo intorno a noi ha bisogno di persone in tutti i ruoli, in tutti gli ambienti, nate di nuovo … dalla testa ai piedi.

Consapevoli di questo, dei nostri limiti, della nostra naturale propensione, della umana tendenza innata, comprendiamo che è meglio frequentare assiduamente la stanza segreta nella quale ci specchiamo nella Parola di Dio per ascoltare i consigli di CHI vuole insegnarci a fare il bene.

Grazie divino Maestro.

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