Essere contenti … a prescindere

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Sei contento in questo momento? E tu, sei contenta? Oggi è difficile incontrare chi a questa domanda così semplice non provi un senso di indecisione; non di rado capita persino di ottenere come risposta una interlocuzione del tipo … dipende!

Effettivamente essere contenti a prescindere da quello che le circostanze della vita quotidiana, soprattutto in questo periodo, ci riservano non è affatto impresa facile.

E’ abbastanza e comprensibile; basta riflettere anche un solo attimo sul significato della parola contentezza per trovare la giustificazione di questa indecisione.

Essere contenti equivale a sentirsi soddisfatti, sereni, lieti, liberi da ciò che comportano: senso di amarezza, delusioni di vario tipo, problemi.

“UN GIORNO SENZA UN SORRISO E’ UN GIORNO PERSO”

L’autore di questa frase è Charlie Chaplin, conosciuto da tutti come Charlot. Contiene una verità molto profonda che penso sia opportuno esplorare insieme.

La vita è bella! Siete d’accordo?

Quando e quanto la vita è bella?

Quando siamo contenti … la vita non è solo bella ma meravigliosa!

Non si tratta di avere un sorriso smagliante stampato sulla faccia, come certi personaggi che hanno capito bene che con quella maschera possono ottenere risultati migliori dal contatto con gli altri e persino riuscire a confondere ed imbrogliare la gente semplice.

Ma qui sto cercando di parlarvi dell’essere contenti dentro, il che ovviamente produce espressioni di serenità e senso di soddisfazione anche nel volto.

Ritornando a quella frase ideata da Charlie Chaplin : “un giorno senza un sorriso è un giorno perso”,  trovo che tutti  dovremmo desiderare di non sottrarre giorni alla vita, peraltro breve, come sappiamo e come leggiamo nella Bibbia. che la definisce, “un vapore che appare per un po’ di tempo e poi svanisce”.

Non possiamo, infatti, ignorare che questa vita, così breve , così fragile resta un gran capolavoro del Signore; basta che pensiamo agli aspetti, anche meno spirituali, come il cuore, che batte più di centomila volte al giorno … senza considerare tutto il resto.

Questi restano aspetti fisici che, tuttavia, dimostrano quanto sia meraviglioso questa specie di laboratorio chimico vivente che è il corpo umano.

Ora, però, intendiamo rivolgere la nostra attenzione alla parte spirituale della vita; quella parte, per intenderci, che fa sì che siamo contenti o scontenti.

Dopo aver messo da parte l’idea di sorridere nell’intento di risultare simpatici e per conquistare amicizia e fiducia, dirigiamo la nostra attenzione su che cosa ci può rendere contenti e far sorridere alla vita.

Che cosa … e poi anche chi, può far sì che siamo contenti.

In genere, comprensibilmente, è diffusa l’idea che la felicità, da cui scaturisce l’essere contenti, dipende da chi ci sta accanto, dagli altri, dalla nostra famiglia, dalle cose che possiamo ottenere, dal benessere fisico e quindi dal non trovarsi ad affrontare malattie, dal disporre di un reddito garantito proveniente da un lavoro stabile, dal possesso di beni ed altro ancora.

Senza considerare, invece, che la felicità dipende dall’essere contenti e che la contentezza dipende da ciò da cui la facciamo dipendere (scusate il gioco di parole).

Vogliamo essere felici?

Per esserlo dobbiamo poter trovare la felicità … imparando ad essere contenti.

Contenti di che cosa?

Dei problemi, delle difficoltà economiche, della precarietà della vita, delle amarezze che ci procurano talvolta anche amici del cuore e familiari stretti, di un periodo di salute cagionevole, di provare un senso di vuoto e di solitudine?

Lo sappiamo, tutto ciò produce solo tristezza, irritazione talvolta rabbiosa.

Ne consegue che non è così naturale, automatico e spontaneo l’essere contenti sempre, che quindi, dipende da fattori che dobbiamo saper discernere.

Per cominciare ad essere contenti bisogna fare pulizia dentro il cuore ed eliminare tutte le specie di virus che causano la scontentezza e provengono da risentimenti, senso di odio, invidia e più decisamente da preoccupazioni ed ansia.

Inoltre bisogna guardarsi bene dentro, per considerare il vuoto che abbiamo bisogno di colmare per essere contenti … a prescindere.

Se vogliamo essere contenti, dobbiamo mettere in pratica questi consigli; provengono dalla Parola di Dio e costituiscono una solida base su cui cominciare a costruire le solidissime ragioni del nostro essere contenti … a prescindere.

Leggo dalla prima lettera di San Paolo a Timoteo, capitolo 6 versi 6,7,8.

“La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno. Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo e neppure possiamo portarne via nulla; ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti”.

Inoltre, dalla raccolta del libro dei Proverbi nella Bibbia, capitolo 15 versi 15, 16 e 17.

“Tutti i giorni sono brutti per l’afflitto, ma per il cuore contento è sempre allegria. Meglio poco con il timore del Signore, che gran tesoro con turbamento. Meglio un piatto d’erbe, dov’è l’amore, che un bue ingrassato, dov’è l’odio”.

Siamo pienamente d’accordo, vero?

Insomma, nonostante le circostanze sfavorevoli, possiamo godere di una forza interiore che tiene lontano il virus del turbamento perché, quel che conta è l’amore, che aiuta a sopportare ogni tipo di difficoltà, mentre l’odio distrugge la gioia di vivere.

Ed infine leggiamo dalla lettera dell’apostolo Paolo ai Filippesi, capitolo 4 versi 11,12 e 13.

“Non lo dico perché mi trovi nel bisogno, poiché ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. So vivere nella povertà ed anche nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell’abbondanza e nell’indigenza. Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica”.

Va chiarito che non si tratta di fiducia in se stessi, nella buona sorte, nel destino o di una sorta di stoicismo; una specie di inflessibilità umana nell’affrontare le difficoltà, ma di profonda stima della potenza concessa da Dio.

Mi fermo qui, confermando che il Signore, Cristo Gesù, costituisce con la Sua amorevole cura misericordiosa, provvidenziale e benevola, la sola ragione per la quale posso dichiarare che: sì, sono contenta … a prescindere!

Per questo ringrazio ogni mattina il Signore per la vita che considero un bene prezioso, un dono di Dio di valore inestimabile, in vista del futuro glorioso verso il quale sono diretta.

Ezia Deliso

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