IMPEGNATI PER FARE CHIAREZZA EVITANDO DISPUTE E ANATEMI

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Un numero sempre crescente di persone oggi si rivolge ai social network per informarsi, consultare fonti giornalistiche, culturali, esperti o pseudo tali,  per capire “l’aria che tira” oltre che per cercare contatti o farsi contattare.

Si parla di miliardi di persone nel mondo che abitualmente ogni giorno  consultano i diversi social network, facebook in particolare.

Talvolta ho anche l’impressione che ci siano persone che hanno così poco da fare, sono così poco impegnate, da potersi permettere di trascorrere intere giornate davanti ad uno schermo collegato ad un Personal Computer; spesso con lo scopo di “farsi vedere”, mostrarsi e purtroppo, non di rado, esprimere giudizi di condanna verso chi non la pensa come loro ed “attaccarli” dalla mattina alla sera ed anche di notte.

Lo ammetto, sono anche io, un assiduo navigatore nella rete internet; un po’ per lavoro, un altro po’ per curiosità, ma anche per capire in che mondo vivo.

Trovo che dedicare “il tempo che serve” per capire ed orientarsi, consultando anche la “rete”, sia un tempo ben speso; naturalmente, rispetto chi pensa diversamente e rifiuta qualsiasi rapporto con i social (mi sembra che siano ormai in pochi a pensarla così).

Aggiungo che, come vediamo accadere in molti programmi televisivi a tutte le ore, sono sorpreso dal fatto che, nei social che consulto, molte persone ci tengono a mostrare quanto sono brave a cucinare ed inventare ricette di torte, dolci tradizionali e piatti speciali.

E poi, ho fatto caso che tanti giovani usano i social spesso per farsi notare, farsi conoscere, anche mostrando le proprie forme.

In questi ultimi mesi, infine, (è ciò che mi preme sottolineare in questa breve riflessione) ho notato il proliferare di interventi molto accesi che, pur partendo dall’idea, per molti aspetti condivisibile, di contribuire a fare chiarezza in certe strane idee in campo religioso, finiscono per instaurare aspri contrasti con accuse e controaccuse.

Purtroppo, questa pratica sta producendo un vero caos di opinioni che invece di fare chiarezza confondono. Ho assistito personalmente anche a confronti diretti tra esponenti o rappresentati di diversa religione.

Risultato? Dispute e anatemi, persino combattendo con citazioni di versetti biblici o di libere traduzioni di scritti sacri o pseudo tali.

Per concludere, desidero far sapere che, nella mia esperienza personale non di breve corso, ho potuto registrare che questi confronti servono a poco; anzi, molto spesso sono controproducenti rispetto al lodevole obbiettivo, che mi pare sia alla base delle buone intenzioni di molti che si avventurano in questo genere di attività di confronto interreligioso.

A proposito di esperienze personali, mi preme sottolineare, quanto ho potuto con mia grande sorpresa realizzare in più occasioni e con persone diverse, per cultura, professione, età e mentalità.

Si tratta di diversi cari amici che ho avuto la possibilità di incontrare: un collezionista di monete antiche e di francobolli rari, un professionista in un settore commerciale di grande successo, un artigiano addetto alle pulizie del condominio dove vivevo, un muratore … ed altri ancora.

Insieme alle rispettive famiglie frequentavano ambienti “religiosi” diversi.

Ebbene, senza mai avere il bisogno di “forzare la mano”, di essere troppo insistenti, semplicemente incontrandoci e sfiorando il tema della nostra fede evangelica, apparentemente per caso, ci sono state rivolte domande alle quali abbiamo cercato,  con la luce che Dio ha messo dentro di noi, di rispondere in modo così semplice, ma efficace (grazie a Dio),  da suscitare in loro il desiderio di frequentarci con una certa assiduità.

In queste occasioni, parlando inizialmente del più e del meno,  ci venivano presentate domande a seguito delle quali, forse per la luce che trapelava dalle risposte che davamo,  si è  instaurato un clima di fiducia; tanto da portarci a rivolgere loro  l’invito a  leggere con regolarità la Bibbia, partendo dal libro dei Salmi o dal Nuovo Testamento, spesso dal Vangelo di Giovanni, a seconda dei casi e PREGARE insieme con semplicità e spontaneità chiedendo di essere guidati nella comprensione, da Dio stesso.

Troppo semplice, vero?

Sta di fatto che ora queste care persone che prima erano solo  amici, finanche semplici conoscenti occasionali, ora sono nostri fratelli in Cristo.

A Dio solo la gloria!

Non sarebbe meglio, allora, fare affidamento a quello che il SIGNORE può fare invece che insistere in attacchi e contrattacchi a colpi di versetti, accuse e controaccuse, partendo dall’idea che nemmeno noi che siamo portatori di questa Luce siamo perfetti. Solo DIO è perfetto.

Amici, fratelli, conoscenti, preghiamo che Colui che è capace di illuminare le menti compia l’opera di farsi conoscere da tutti coloro che incontriamo, anche attraverso i social,  e che sono sinceramente alla ricerca di VERITA’.

Il resto viene da sé!

Per questa ragione non abbiamo che il tempo di diffondere con educazione, esempio pratico, testimonianza personale e semplicità quello che abbiamo conosciuto, vale a dire il Messaggio del Vangelo e l’opera compiuta dal Padre Celeste a favore di tutti gli uomini, senza distinzione di età, cultura, razza, nazionalità.

In particolare  ci preme non correre mai il rischio di apparire quello che non siamo, vale a dire,  maleducati, presuntuosi ed arroganti.

A DIO LA GLORIA!

 

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