Osservare … considerare … mettere in pratica.

Lo leggi in: 5 minuti

“Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. Perché, se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio; e quando si è guardato se ne va, e subito dimentica com’era. Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà, e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare”. (Giacomo capitolo 1 dal verso 22 al 25)

Alla sorgenteOsservare bene quello che vediamo e considerare, con cura, quello che leggiamo, che ascoltiamo, che conosciamo, che vediamo realizzarsi nei fatti  e nelle circostanze che sono sotto i nostri occhi, è cosa decisamente importante.
Dobbiamo essere avveduti, per non correre il rischio di assomigliare a quel tipo di persone di cui parla Giacomo, nella sua lettera, così scarsamente stimata nel passato, ma che trasmette, soprattutto in questi giorni, insegnamenti di notevole importanza nella pratica quotidiana.

E’ facile, troppo facile, oggi, definirsi credenti … non vi pare?   E poi … credenti di che cosa ed in chi?

Al di là delle parole che pronunciamo …  noi dimostriamo la profondità della nostra fede con una condotta morale, in sintonia con quello in cui diciamo di credere.

Le espressioni che leggiamo nella lettera di Giacomo, ci trasmettono un insegnamento stringente sul tema dell’autenticità della fede professata.

Come è chiaro l’esempio … di un uomo che, di fronte ad uno specchio, vede il proprio sembiante, la propria fisionomia, come è fatto, e poi, appena lasciato lo specchio dimentica tutto.

Non è una pressante esortazione a non essere scollegati, sganciati, disconnessi da quei valori in cui, come fa la maggioranza, si proclama di credere, con il risultato visibile nella scenario della vita quotidiana?

Sì … siamo proprio invitati ad un ascolto fattivo, ad essere facitori e non solo uditori dimentichevoli.

Facitori … uditori dimentichevoli … sono significati fuori moda … vero?

Parole un po’ strane, in disuso … archiviate e dimenticate, proprio come vengono considerate da un certo tipo di persone, così comuni, che possiamo definire come assaggiatori ed assaggiatrici di prediche.

Una provocazione bella e buona che, Giacomo, che si autodefinisce con la qualifica di servitore del Signore,  sembra voler rivolgere alla chiesa, a chi ascolta, a noi.

Quasi a voler sottintendere la diffusa tendenza a non  mettere in pratica quello che ascoltiamo:  l’insegnamento della Bibbia.

Una acuta e reale osservazione della condotta morale di grande parte dell’umanità, fino a far nascere il pensiero che possiamo esserci illusi sulla possibilità di essere salvati e fare quella brutta fine rappresentata da quell’episodio che racconta l’evangelo di Matteo al capitolo 7 verso 21-26.

Quel giorno fatidico, un certo giorno,  parafrasando quello che dice l’evangelo, qualcuno dirà:

“Ma come, dopo tutto quello che ho fatto, dopo tutte le prediche che ho ascoltato?”

Leggiamo, direttamente dal Vangelo:

“Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti? Allora dichiarerò loro: Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori! “Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia.  La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia.  E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.

La Parola del Signore  è perfetta.

Sai cosa ci conviene fare?

Sì … ci conviene   andare al Signore, con un cuore sincero e dire:

Signore, voglio essere  facitore della Tua Parola, aiutami, mio Dio, a non ingannarmi ma a metterla in pratica, secondo il Tuo santo volere”.

E’ proprio così, non è sufficiente ascoltare, leggere, frequentare luoghi definiti sacri, ricevere la Parola; bisogna rispondere ad essa con l’obbedienza.

Guardare bene, vedere, osservare, considerare, scegliere ed obbedire.

Quante persone ho visto nella mia esperienza … venire in chiesa  e poi, dopo un po’,  andare via, per mille ragioni, anche molto banali e sciocche, vere e proprie scuse, pretesti per non obbedire alla voce del Signore.

Non basta ascoltare tante prediche, frequentare con assiduità buone compagnie, chiese, luoghi di culto, cantare inni sacri a fior di labbra.

Questa condotta si può definire come auto-ingannarsi e scaldare inutilmente i banchi di una chiesa.

Siamo chiamati a guardare intensamente ed in modo prolungato per un cristianesimo … non solo creduto … ma anche vissuto.

Ripeto e sottolineo, ho visto tante persone,  ahimè,  dopo un breve periodo di simpatia con il Vangelo, alle prime difficoltà, incapaci di resistere alle mille tentazioni, mollare tutto e ritornare al passato.

L’invito che la Parola di Dio ci rivolge è di … fare nostro …  conoscere in profondità, non solo assaggiare; ma alimentarci fino ad  assimilare l’insegnamento, facendone un manuale pratico della nostra vita cristiana.

Il mondo, la vita ci sottopongono ad un esame, ci sfidano a dimostrare che abbiamo creduto … non solo a parole.

Ora rivolgo a tutti un sincero invito.

Non ti scoraggiare,   quando sopraggiungono le avversità, ma prega affinché Dio ti conceda il discernimento e la sapienza dall’alto, insieme alla forza necessaria per affrontare con successo e vincere la tentazione di fare come i cattivi esempi che sono sotto i nostri occhi, vale a dire credere a parole.

E’ importante conoscere la verità … ma è molto più importante vivere in essa.

Dovremmo continuare ora con il domandarci che cosa voglia dire essere facitori della Parola.

In realtà possiamo riassumere, in breve, quello che questo significa.

Attenzione, quindi.

Restiamo a debita distanza dalla confusione, dalle apparenze, dalla ipocrisia, diffidiamo dalle dichiarazioni altisonanti, teniamoci alla larga da tutto ciò che oggi circola sulla morale fatta di parole, restiamo lontani da frequentazioni ambigue, da travestimenti e da formule religiose.

Il mondo è scandalosamente  denso di  sepolcri imbiancati; basta osservare l’immondizia che emerge in tutti i campi.

No! Non vogliamo essere credenti a metà, all’acqua di rose, incostanti, incoerenti e capricciosi.

Concludo ricordando, a te ed a me,  due passi biblici molto chiari.

Galati 6:7

Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà.

Ed infine dall’evangelo di  Matteo capitolo 23 versi da 23 a 28.

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta, dell’aneto e del comino, e trascurate le cose piú importanti della legge: il giudizio, la misericordia, e la fede. Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre. Guide cieche, che filtrate il moscerino e inghiottite il cammello. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, mentre dentro sono pieni di rapina e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere e del piatto, affinché anche l’esterno diventi pulito. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia. Cosí anche voi, di fuori sembrate giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’ iniquità.

 Ora, non trovo altre parole più adatte per chiudere questa riflessione.

“Chi ha orecchi per udire oda!”

Il Signore benedica la tua anima.

Ezia Deliso

Aggiungi un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.