Tra quello che pensiamo di essere e tutto ciò che non sappiamo di avere.

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Non vi è mai capitato di trovarvi a contatto con persone che pensano di essere quello che in realtà non sono e … per contro non sanno di essere quello che sono? Sembra uno scioglilingua o un gioco di parole, vero? Cerco, allora, di spiegarmi meglio.

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In altre parole … non vi sembra che viviamo in un mondo in cui molti si sentono di essere qualcuno o qualcosa che non coincide con quello che esprimono, non solo  in parole, ma soprattutto con la propria condotta?

E poi, non avete mai fatto caso che, in alcuni passaggi difficili della vita, affiorano all’improvviso qualità e risorse ed aiuti insperati, che costituiscono una specie di faro luminoso,  quando ci sembra di  naufragare …  oppure un paracadute, quando ci sentiamo precipitare  ed in procinto di … farci male?

Ho pensato di proporre una sintetica riflessione sia sull’importanza di avere di sé un concetto sobrio, che di  tenere nella debita considerazione, su quali radici e quali valori,  poggiare  e riferire  le nostre scelte di vita e di condotta.

Pensando a questa duplice necessità mi sono ricordata di un verso che è scritto nella Bibbia, che resta, sottolineo ancora una volta, un riferimento costante per noi cristiani.

Mi riferisco al verso 1 del capitolo 12 di un libro che fa parte dell’Antico Testamento l’ Ecclesiaste.

“Rallegrati pure , o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza; cammina pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo gli sguardi dei tuoi occhi; ma sappi che, per tutte queste cose., Dio ti chiamerà in giudizio!”

In queste parole emerge un invito a vivere  la vita … godendone; contemporaneamente, però, siamo invitati a riflettere e meditare; il che suona come una musica non gradita perché, credo che sia noto a tutti, anche per esperienza pratica nella vita di tutti i giorni, che viviamo in una società che non si concede più il tempo di riflettere.

I giovani, grazie alle diffusione delle moderne tecnologie, pensano che tutto ciò che li ha preceduti sia divenuto obsoleto e che, per tutto, anziani compresi,  è meglio pensare ad una rottamazione … magari con qualche incentivo.

E poi, ancora peggio, pare che non si avverta più la necessità di imparare, fare esperienza e di maturare, di crescere e di “acquistare” saggezza.

Ho usato il verbo acquistare perché dà l’idea di un prezzo che dobbiamo pagare, anche se, come sappiamo tutti, la saggezza non si compra e non si vende.

Con questo breve ragionamento, non voglio sostenere la causa degli anziani e nemmeno colpevolizzare i cari giovani che, dietro l’apparenza di una ostentata sicurezza esteriore, quasi  una  presunzione di autosufficienza, dimostrano una fragilità che è caratteristica della loro età ed inesperienza.

L’idea che sto cercando di esporre, invece,  è che …. guai a sentirsi arrivati  e reputarsi saggi da sé stessi!

La via della saggezza, che personalmente raccomando a tutti  è … sforzarsi di conoscere il Signore ed attraverso quello che conosciamo di Lui, conoscere noi stessi.

Non intendo in questo breve pensiero, che vado ad esprimere, dilungarmi su aspetti di carattere antropologico, sociologico e  nemmeno filosofico.

Desidero semplicemente proporre la necessità di darsi un tempo per riflettere, anche per rispondere a qualche domanda che intendo rivolgere.

Proprio a te, chiedo: chi e cosa pensi di essere ?

Che considerazione hai di te stesso o te stessa?

E tu … conosci e consideri davvero importante poter contare, al momento opportuno, su  qualcuno che illumini la tua anima per consigliarti e guidarti in scelte misurate e giuste?

Prima di rispondere ..  rifletti!

E mentre rifletti alza lo sguardo verso l’Alto, per non correre il rischio, guardando a te stesso o te stessa,  di perdere il senso e la dimensione di quello che in realtà sei.

Più in alto saliamo più siamo piccoli, sempre più piccoli.

Ci sono tre aspetti della vita contemporanea che  mi toccano da vicino, perché sono il frutto dell’esperienza che ho vissuto.

Il primo l’ho appena sfiorato poco fa: abbiamo perso l’abitudine di riflettere e meditare prima di agire. Si pensa che il tempo speso per riflettere sia tempo sprecato. Le conseguenze sono purtroppo disastrose; a forza di non riflettere … guarda come siamo ridotti!

Il secondo aspetto  è una precisa conseguenza del primo: visto che non riflettiamo,  pensiamo di prendere una scorciatoia per imparare e decidere in fretta: è la strada piena di insidie chiamata:  “imitazione”.

Infatti viviamo in una società orientata a comportamenti derivanti da imitazione: quello che dicono alla televisione, come si addobbano e dipingono calciatori e veline, per non entrare in qualche dettaglio squallido, evitando di accennare ad altri modelli che dovrebbero essere di esempio, ma  … guarda che modelli abbiamo di fronte!

Le conseguenze?  Sono sotto gli occhi di tutti: superficialità, corruzione diffusa, dissolutezza, rilassatezza,  immoralità … per usare parole che sono veri eufemismi.

Passiamo al terzo aspetto : il valore dell’esperienza .

Che importanza ha?

Imparare, essere seri, temperati …  ma serve davvero in una società che si fonda  e si sostiene a forza di raccomandazioni e di cosiddetti santi in paradiso?

Mi vengono in mente le parole del salmo  73, versi 25 e 26.

Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te. La mia carne e il mio cuore possono venir meno, ma Dio è la ròcca del mio cuore e la mia parte di eredità, in eterno.

Per inciso, come cristiana, sono felice di appoggiare tutte le mie speranze di protezione, aiuto e soccorso su Cristo e su nessun altro.

Ora veniamo al punto.

Che cosa ci si può aspettare da un sistema che ha pensato di risolvere il problema delle giovani generazioni rottamando gli anziani ?

Gli insegnamenti che stanno emergendo sono, sempre più chiaramente, fondati su una società priva di valori, dove gli esempi che  vengono proposti sono: corruzione estrema a tutti i livelli, immoralità sfrenata … in tutti i settori … da quello politico, amministrativo ed economico, ad ambiti religiosi.

Ripeto: Che cosa ci possiamo aspettare da un sistema che privilegia la malvagità, l’ingiustizia, la criminalità, l’immoralità, la distruzione del valore di istituzioni come il matrimonio e la sua indissolubilità, la vita con approvazione di leggi che invece che educare alla vita, favoriscono ed incentivano crimini contro la vita … come l’aborto?

Quanti altri argomenti potremmo portare a sostegno di questo tema!

Concludendo … quale peso ha esercitato , in tutto questo sfacelo, l’idea di rottamare il valore dell’esperienza, invece di valorizzare le capacità specifiche dei giovani e degli anziani in un sistema sociale equilibrato?

Con tutta la stima ed il dovuto rispetto che devo a tutti, pur ammettendo che l’istruzione ha consentito ai giovani di crescere con una preparazione culturale migliore  … credo di non sbagliare, sostenendo la necessità di una armoniosa integrazione tra giovani ed anziani.

E’ vero, lo ammetto,  la scolarizzazione ha prodotto buoni risultati … anche se si scopre che, in qualche concorso per l’abilitazione all’esercizio di professioni importanti, molti laureati non sanno nemmeno esprimersi correttamente nella madre lingua, in un’epoca in cui si propaganda, giustamente, l’utilità di conoscere lingue straniere.

Vale quindi la pena di fare una distinzione tra nozionismo e cultura!

Come voci autorevoli sostengono … la cultura è ciò che rimane dopo aver dimenticato tutte le nozioni; di solito questo accade anche in persone che non hanno avuto la possibilità di studiare, che, divenendo anziane, dopo una vita modesta, seria, misurata,  senza pomposità, hanno acquisito quell’esperienza che possono offrire alle giovani generazioni.

Molti anziani sono analfabeti …  ma quanta sobrietà e saggezza  possono trasmettere!

Ora arriviamo al punto, alla sintesi di questa riflessione.

A proposito di anziani posso testimoniare di conoscere tanti anziani attivi, dinamici, instancabili lavoratori e lavoratrici, disposti a sostenere e trasmettere esperienza.

Di contro, ho conosciuto anche tanti giovani … nati stanchi che vivono come vecchi.

In conclusione, penso sia opportuno che si eviti di cadere in una specie di luogo comune che circola in questi ultimi tempi, vale  a dire che i giovani possono fare a meno degli anziani.

Largo ai giovani!  Siamo tutti d’accordo!

Resta tuttavia il bisogno di integrare la capacità e la forza dei giovani con l’esperienza … e forse anche un po’ più di saggezza, che resta quella dote  che permette di trovare soluzioni, di prendere decisioni, di fare una giusta sintesi senza una lunga analisi e  che è, a tutti gli effetti: una acquisizione degli anni.

Vorrei anche incoraggiare tanti uomini anziani, tantissime donne anch’esse anziane: la vostra … amici ed amiche, è la stagione della saggezza, non smettete mai di impegnarvi, bisogna insistere ed interagire con tutte le persone vive … di ogni età.

Creatività, elasticità mentale, dinamismo vengono meno se non vi tenete in esercizio costante.

Essere occupati è molto meglio che attendere, nell’ozio e nell’inedia, il trascorrere dei giorni.

I giovani hanno bisogno, alle loro spalle,  di anziani attivi.

Concludo con la citazione di alcuni passi biblici, da cui ciascuno tragga insegnamento e guida.

A proposito di sobrietà, moderazione, prudenza, necessità di ponderare e riflettere:

Romani  12:3 Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto piú alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno.

A proposito di saggezza:

Giacomo 1:5-8

Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore, perché è di animo doppio, instabile in tutte le sue vie.

Ecclesiaste 10:10

Se il ferro perde il taglio e uno non lo arrota, bisogna che raddoppi la forza; ma la saggezza ha il vantaggio di riuscire sempre.

Ecclesiaste 7:19

La sapienza dà al savio più forza che non facciano dieci capi in una città.

Il Signore ci aiuti a vivere da saggi integrandoci nel contesto familiare e sociali in cui ci troviamo.

                                                                                                   Ezia Deliso

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