Tu sei giusto, SIGNORE

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Tu sei giusto, SIGNORE, quando io discuto con te; tuttavia io proporrò le mie ragioni: perché prospera la via degli empi? Perché sono tutti a loro agio quelli che agiscono perfidamente?

Questo primo versetto del capitolo dodici del libro del profeta Geremia tocca un aspetto pratico della vita che viviamo, specialmente in questi ultimi giorni.

Infatti, può accadere, in particolare a coloro che hanno una particolare sensibilità, che pur credendo fermamente nella sovranità di DIO, vengano a trovarsi in un momento in cui si affaccia una certa perplessità di fronte al dilagare di corruzione, cattiveria, violenza, arroganza, ingiustizia, diseguaglianze, empietà e degrado, inganni e soprusi di ogni genere da parte di lupi travestiti da agnelli.

Del resto sappiamo che è naturale, dal punto di vista umano e in determinate circostanze, sentire affiorare nella mente domande del tipo: perché Dio lo permette? … perché non interviene?

Specialmente quando ti trovi a vivere direttamente, o semplicemente considerare, esperienze che ti feriscono, colpiscono intimamente ed offendono inaspettatamente la tua anima, ti sorprendono.

Grazie a Dio sperimentiamo, però, che invece di venire travolti e disorientati, a causa della fragilità che ci caratterizza, siamo subito richiamati all’ordine dalla Parola di Dio, senza rinunciare, tuttavia, ad esporre al Signore, con onestà, il nostro disagio.

E’ così, attraverso questa semplice connessione con il nostro Creatore possiamo ristabilire un certo equilibrio dentro di noi, realizzando che Dio non è sordo, né distratto.

Come abbiamo imparato bene e sperimentato … Egli regna e governa.

Sa benissimo quello che avvertiamo in quei momenti nei quali viviamo un tipo di sofferenza che ci mette in crisi, quando non troviamo risposta a domande che nascono spontanee, umanamente lecite.

Proprio allora interviene, però, lo Spirito Santo per ricordarci che quello che appare è destinato inesorabilmente a cambiare, perché la giustizia divina è perfetta.

Tutto ciò conferma che abbiamo bisogno quotidianamente, a volte isolandoci, di trascorrere del tempo in preghiera per conservare intatto il nostro rapporto autentico con Dio, che ci rasserena l’anima quando siamo in difficoltà.

Perché, allora, abbattersi?

E’ vero, lo ammettiamo, che come “vanno certe cose”, non ci garba molto; sembra persino che il male prevalga.

Ma poi … sì poi, sappiamo che tutto ha una spiegazione e tutte le azioni trovano una giusta retribuzione. E’ solo questione di tempo.

No, non è stato inutile riflettere; ora sappiamo: Tu sei giusto, Signore quando discuto con te.

Grazie, caro Padre.

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