Un cuore coraggioso!

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Quando serve … dove e come possiamo farne una buona provvista? Ho riflettuto molto prima di esprimere queste poche parole su un aspetto della vita che riguarda tutti; infatti, prima o poi, tutti siamo chiamati a prendere decisioni, ad operare scelte che determinano comportamenti e vie da percorrere.

Non è affatto esagerato paragonare lo stato d’animo che avvertiamo, quando siamo, persino costretti, a prendere decisioni che possono cambiarti la vita, alla sensazione di trovarsi di fronte ad un bivio: due strade divergenti.

In questi casi non è raro avere paura di decidere … esserne colti, anche quando ci sembra di vedere con chiarezza la via giusta da percorrere; è come se mancassimo di coraggio.

Non mi riferisco, naturalmente a quelle scelte che si fanno giornalmente ma a quelle che, di solito,  consideriamo importanti.

E’ allora che possiamo avvertire il bisogno di rivolgerci a qualcuno di cui poterci fidare; forse un amico o un genitore o parente, anche se,  alla fine, siamo noi a dover decidere.

Penso anche al coraggio di un educatore per correggere comportamenti sbagliati, oppure a chi ricopre ruoli di responsabilità, in famiglia, in ambito scolastico.  Si tratta, in questi casi, di una specie di coraggio necessario non solo per le proprie scelte di vita, ma, per essere se stessi, senza provare mai un senso di esitazione nel sostenere una linea di condotta ispirata alla correttezza ed al bene.

Spesso mi sono soffermata a considerare il coraggio di donne ed anche di uomini di cui parla la Bibbia nell’affrontare le conseguenze di certe determinazioni, fino a non temere di perdere la propria vita, pur di continuare ad essere se stessi.

Per inciso, è per questa stessa ragione che anche in pubblico, quando incontriamo membri della famiglia del Signore, che spesso in queste pagine ci sentite definire “sorelle e fratelli”, proprio perché facenti parte della famiglia del Signore …. non ci vergogniamo per niente di fermarci e con vera gioia salutarci con affetto sincero, dicendoci : pace fratello! pace sorella!   …. Senza avvertire il bisogno di  parlare sommessamente  come se facessimo parte di una associazione segreta.

Non ci vergogniamo nemmeno quando dobbiamo dire a qualche nostro parente che è venuto a  farci visita poco prima dell’orario dei nostri incontri settimanali in chiesa, che, “ci dispiace di dover salutare, ci vediamo domani … perchè desideriamo partecipare alla riunione dove preghiamo e lodiamo il nostro grande Dio, per celebrare il Signore, cantando inni”.

Anzi, a proposito, nemmeno al ristorante ci sentiamo intimiditi … quando capita! Non proviamo nessun imbarazzo a chinare il capo semplicemente per ringraziare il Signore per  il cibo e le bevande che stiamo per consumare.

Con discrezione evitando di disturbare chi siede al tavolo accanto al nostro, che con meraviglia e stupore ci osserva. Ci comportiamo in questo modo non per fare spettacolo e farci notare, ma per … continuare ad essere quello che siamo.

Pensandoci bene è proprio questo tipo di coraggio che manca oggi, mentre è di ordinaria amministrazione, il non vergognarsi di bestemmiare il Nome del Signore anche da parte di chi afferma di essere ateo e quindi di non credere nell’esistenza di un dio qualsiasi.

Il coraggio di essere se stessi, che, nel caso nostro, viene dall’avere, come testimoni del Vangelo … come si usa dire,  cuore e fegato, restando sempre sobri … nella consapevolezza di quello che siamo, come dice la Bibbia: tizzoni scampati al fuoco; per questa ragione rispettosi delle idee altrui, senza mai avere la presunzione e l’arroganza di chi cerca di imporre le proprie idee.

Quando penso al comportamento di Nehemia, di Stefano, dell’apostolo Paolo e di tutti i discepoli di Gesù … anche di chi, nella propria fragile umanità ha messo in evidenza quei limiti umani che non possiamo fare finta di ignorare  … mi sforzo di trovare una spiegazione per la loro forza d’animo, per un cuore non di pietra, ma sensibile, coraggioso ed anche  generoso.

Penso in questo momento all’espressione dell’apostolo Paolo riportata nella lettera ai Romani: Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com’è scritto: “Il giusto per fede vivrà”.

E poi, considerando le esperienze che abbiamo fatto,  quante volte è accaduto che proprio questo tipo di condotta, che scaturisce dal coraggio di essere se stessi, ci ha procurato opportunità di renderci utili a persone che, apparentemente distratte e pronte a criticarci ed in qualche caso a beffarsi di noi, ha manifestato, ad un certo punto, per questa nostra apparente stranezza … interesse, rivolgendoci domande su argomenti specifici.

Allora ti trovi di fronte una persona vera che si rivela un essere che ha sofferto o soffre ancora di solitudine, stanchezza, paura, dubbi, vuoto interiore, senso di scoraggiamento.

Ecco il momento di proclamare con gioia chi siamo, ambasciatori per Cristo, collaboratori  di Dio che proclamano l’unica vera soluzione per i bisogni spirituali dell’umanità, senza riguardi ed eccezioni.

Sì, annunciamo una giustizia speciale, divina, misericordiosa, benevola, irraggiungibile e non paragonabile all’idea di giustizia che conosciamo.

E’ impressionante il numero di persone scoraggiate, invase da quel senso di sfiducia e sconforto, avvilite, depresse, demoralizzate, vinte.

Essere scoraggiati è un po’ il contrario di avere coraggio, vero?.

Chi è scoraggiato è esposto … in presenza di difficoltà, imprevisti, problemi, prove ed impegni difficili, aspettative andate deluse … quando subentra la paura di non farcela … a cadere nella trappola della depressione.

Possiamo paragonare una persona in questo stato  ad un organismo vivente senza  difese naturali, oppure ad un’automobile senza carburante, rimasta  a secco, in panne, immobilizzata.

Ci vuole, allora, un carburante che produca un’energia speciale che alimenta  il coraggio; un carburante spirituale che viene da una speranza fondata su una vera certezza.

Il coraggio di essere quello che siamo, non è eroismo, nemmeno sfrontatezza, arroganza, spavalderia, presunzione; è indispensabile, tuttavia per cogliere tutte le opportunità, ogni volta, senza esitazione.

Ora cerco di dare rapidamente una risposta alla domanda iniziale:

Quando serve … dove e come possiamo fare una buona provvista di coraggio?

A questo punto lo sai già!

Quindi, coraggio, con Gesù ce la fai anche tu a rialzarti e riprendere il cammino per essere te stesso, reso o resa  capace di prendere decisioni  coraggiose per il bene tuo e di chi ami.

Ezia Deliso

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