UNA SEMPLICE QUESTIONE DI … CREDIBILITA’

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Semplificando: “fatti concreti, coerenza, autenticità … non solo parole”.

 

Siamo letteralmente sommersi, persino bersagliati, da messaggi, comunicazioni, informazioni e notizie a tutte le ore.

Ne veniamo a conoscenza attraverso comunicati stampa, internet, radio, televisione, social e persino passa parola; con strumenti efficientissimi come i moderni smartphone, che permettono a chiunque di avere in una sola mano tutte le notizie del mondo in tempo reale.

In questi ultimi mesi, poi, sono venute a galla notizie inventate, quindi false o nel migliore dei casi, distorte deliberatamente allo scopo di impressionare, attrarre, disinformare, inquinare, diffamare, ingannare.

E’ davvero deprecabile lo spettacolo indecoroso di conferme e smentite, accuse ed insulti tra esponenti di gruppi politici ed anche religiosi.

Ne consegue che diventa inevitabile l’invito a fare molta attenzione alla credibilità delle stesse fonti di informazione ed alla stessa pubblicità, troppe volte ingannevole.

In modo particolare verso messaggi provenienti da fonti sconosciute; fonti che potrebbero avere interessi di varia natura: politici, per esempio, legati al potere economico, a vantaggi personali, alla influenza sulle scelte di vita dei destinatari di notizie false.

In altri termini, dobbiamo stare attenti a ciarlatani, imbonitori, faccendieri, imbroglioni e falsi profeti, che approfittano della credulità di chi non si impegna a capire e controllare.

Dobbiamo considerare con cura la reputazione di personaggi, organizzazioni, enti che spesso emanano informazioni del tutto inventate che, purtroppo, finiscono per diventare credibili pur essendo spudoratamente false.

Basti pensare ai linguaggi che hanno a che fare con la demagogia di certi personaggi che abbiamo ascoltato in questi ultimi mesi e che non si vergognano di disinformare sullo stato reale aggiungendo impegni che non intendono e non saranno in grado di mantenere: pura lusinghevole propaganda.

Che dire, inoltre, di certi messaggi della pubblicità, la cui validità “scade” nello stesso giorno in cui vengono diffusi, oppure a fine settimana o fine mese.

Tutto ciò premesso non possiamo esimerci dall’impegno che la Parola di Dio ci assegna: quello di pregare per la nostra nazione, per chi governa il paese, per tutti coloro che ricoprono ruoli di guida morale e responsabilità sociale.

A proposito di … credibilità.

Se penso alla vita di tutti i giorni, noto che normalmente consideriamo credibili persone che svolgono un compito mantenendo fede ai propri impegni, dimostrano di essere in grado di fare quello che dicono, senza dannosi effetti collaterali.

Per esempio, un artigiano qualsiasi: falegname, idraulico, elettricista che sia, viene ritenuto credibile sulla base della professionalità ed onestà; un commerciante: pescivendolo, macellaio, ortolano è credibile ed affidabile sulla base della bontà, freschezza e salubrità di quello che propone.

Così pure una marca di elettrodomestici o di automobili, di pasta … e così via.

Ora, veniamo a noi.

Siamo credenti evangelici non solo di nome; nel senso che sappiamo benissimo che non può bastare essere credenti di nome, persino conoscere a memoria tutta la Bibbia, avere capacità di usare linguaggi appropriati, pubblicare messaggi di carattere religioso su Facebook o altri social.

Bisogna esserlo di fatto, in altre parole bisogna essere credenti credibili, coerenti e di buona reputazione, sulla base di quello che facciamo e del modo in cui ci comportiamo verso coloro che ci circondano o ai quali ci rivolgiamo.

Il che comporta, oltre all’impegno costante per superare non poche difficoltà, svolgere con efficacia il compito di testimoni coerenti, sia in ambito privato che pubblico, in particolare quando si ricopre un ruolo di responsabilità, di riferimento.

L’esempio conta molto di più dei bei discorsi, per il semplice fatto che manifesta e fa emergere senza sforzi una qualità speciale che si chiama autenticità, che, come sappiamo tutti, equivale alla firma sotto un documento e quindi rende autentico e vero quello che diciamo di aver creduto.

In quello che abbiamo sempre cercato di diffondere anche attraverso questa stazione radiofonica, nei contatti personali con le persone che abbiamo incontrato, ci siamo impegnati a mantenere la rotta senza il bisogno di ottenere fama, ruoli o riconoscimenti, sapendo che il servizio che rendiamo è semplicemente il punto di inizio di un percorso che il Vangelo, potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, da solo, produce in chi, con altrettanta onestà e sincerità, apre il cuore.

Questo è il punto oggi, una vera e propria sfida: essere autenticamente cristiani, testimoni veraci, in una marea di idee, tra una miriade di religioni, di denominazioni religiose e persino di vere e proprie sette, recinti, steccati, liti, discussioni su Facebook e persino accuse infamanti.

Infine poniamo molta attenzione al fatto che il modernismo sfrenato, la tecnologia più evoluta anche nel campo della comunicazione porterebbero a pensare che siamo autorizzati a rottamare tutto: anziani, metodi e strumenti alla nostra portata.

Niente di più pericoloso!

Così come non possiamo rottamare la storia, non dobbiamo lasciare che il mondo che ci circonda possa pensare di poter rottamare quello che la Bibbia insegna.

Non basta essere capaci di ricordare e citare versi o passi biblici, aggiungendo nostri commenti, come constatiamo nei social, letteralmente invasi.

Si tratta in altri termini di promuovere la conoscenza di Cristo Gesù, Colui che ha trasformato la nostra vita, far nascere la speranza di un cambiamento possibile ed alla portata di tutti.

Concludendo e semplificando: se le persone non sono credibili, come è possibile credere in quello che professano!

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