A RICOSTRUIRE INCOMINCIA DALLA TUA STANZA

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“Dopo di lui Baruc, figlio di Zabbai, ne restaurò con ardore un’altra parte, dall’angolo fino alla porta della casa di Eliasib, il sommo sacerdote. Dopo di lui Meremot, figlio di Uria, figlio di Accoz, ne restaurò un’altra parte, dalla porta della casa di Eliasib fino all’estremità della casa di Eliasib. Azaria, figlio di Maaseia, figlio di Anania, lavorò presso la sua casa … Binnui, figlio di Chenadad, restaurò un’altra parte delle mura, dalla casa di Azaria fino alla svolta e fino all’angolo … I sacerdoti lavorarono alle riparazioni al di sopra della porta dei Cavalli, ciascuno di fronte alla propria casa. Dopo di loro Sadoc, figlio d’Immer, lavorò di fronte alla sua casa. Mesullam, figlio di Berechia, lavorò di fronte alla sua camera. Dopo di lui Malchia, uno degli orefici, lavorò fino alle case dei Netinei e dei mercanti, di fronte alla porta di Ammifcad e fino al piano superiore dell’angolo. Gli orefici e i mercanti lavorarono alle riparazioni fra il piano superiore dell’angolo e la porta delle Pecore” (Neemia 3:20-32).

Ricostruire

Riflettevo sul fatto che Dio non fa differenza tra la riparazione di intere mura o quella di semplici camere; Lui è il Sommo Architetto e ha un progetto di ricostruzione supremo, dove ciascun angolo ha la sua importanza. Se ognuno farà la sua parte, piccola o grande che sia, le cose andranno avanti, perché ci sono stanze che se non vengono ricostruite possono impedire l’innalzamento di intere mura.

Uno di questi nostri fratelli addetti ai lavori di ricostruzione “restaurò una parte con ardore” di altri non è detto questo, ma di lui sì. Da questo versetto comprendo quanto Dio non faccia cadere in terra una sola delle cose che facciamo per Lui. Cosa poteva saperne quest’uomo che Dio avrebbe fatto riportare nel Suo Libro il fatto che mentre egli lavorava per Lui lo faceva con ardore?

C’è da pensare che gli addetti ai lavori si trovassero dal lato interno della mura cittadine in quanto il testo presenta dettagliatamente gli angoli e le camere della città, pertanto è lecito credere che quest’uomo svolgesse con un ardore puro il suo compito in quanto, stando dentro le mura di casa, nessuno poteva osservarlo e applaudirlo per il lavoro svolto. Egli lo faceva per Dio e con ardore, e il Signore, che lo sapeva e lo gradiva, ne prendeva nota.

Questo vuol dire che Dio, che è lo stesso ieri oggi e in eterno, fa lo stesso con te e con me e che un giorno, quando ci assegnerà la nostra parte nel Suo regno, ci mostrerà di aver apprezzato tutte quelle piccole cose che abbiamo fatto per Lui. Forse noi le abbiamo ritenute insignificanti perché agli occhi degli uomini non sembravano avere molto valore, eppure con queste poche parole il nostro Padre celeste vuole farci comprendere che Egli le considera utili e preziose: “Le mani di Zorobabele hanno gettato le fondamenta di questa casa e le sue mani la termineranno; così tu saprai che il SIGNORE degli eserciti mi ha mandato da voi. Chi potrebbe infatti disprezzare il giorno delle piccole cose, quando quei sette là, gli occhi del SIGNORE che percorrono tutta la terra, vedono con gioia il piombino in mano a Zorobabele?” (Zaccaria 4:9, 10).

Se Gesù vive dentro di te, innamorati del progetto che ha per la tua vita e di ciò che vuole e può fare attraverso di te. Anche se spesso ti sembra di non ricevere il giusto apprezzamento per quanto compi o che la tua fatica superi la misura che puoi sopportare. La Parola stabile e verace di Dio ti assicura che quando avrai permesso al Signore di operare liberamente attraverso la tua strumentalità e quando il Suo cuore ed il tuo saranno perfettamente allineati non potrà esservi limite a ciò che potrai realizzare delle Sue benedizioni e a ciò che Egli potrà fare per mezzo tuo: “ In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto. Perciò vi dico: tutte le cose che voi domanderete pregando, credete che le avete ricevute, e voi le otterrete (Marco 11:23, 24).

Siamo più che vincitori in virtù di Colui che ci ha amati, ma spesso viviamo da sconfitti perché invece di dar retta a quella voce che ci dice di ricostruire con fede e con ardore le camere all’interno delle nostre case (figura della nostra vita familiare e dell’intimo del nostro cuore) diamo retta alla nostra coscienza, all’opinione degli altri e alle accuse di satana; ma quella voce divina invece andrebbe afferrata senza perdere neppure uno dei Suoi consigli, perché è la voce dello “Spirito della verità, che ci guida in tutta la verità” (cfr. Giovanni 16:13). Fratello  fa’ tutto quello che ti dirà anche quando il suo comando

dovesse urtare le tue convinzioni personali più profonde, non perdere tempo a chiederti perché quell’angolo così oscuro spetti proprio a te ripararlo, forse non ti rendi neanche conto che esso servirà a reggere intere mura!!!

Metti un punto al capitolo nel quale ti interessava della tua vita secondo come la percepiva il tuo punto di vista. Un punto all’esser sospinto dalle tue ambizioni e dai tuoi desideri, un punto alla priorità del parere altrui sul tuo operato, distorto dai canoni di ciò che può essere più o meno ben accetto per la società o perfino per gli ambienti ecclesiastici. Un punto a tutto ciò che hai anteposto all’unica priorità che devi dare alle tue scelte: ciò che ne pensa il Signore secondo il consiglio supremo che ti ha lasciato nella Sua infallibile Parola.

Quella voce che ti sprona a ricostruire, e farlo ricominciando dall’interno della tua casa (spirituale e fisica), ancora oggi ti parla e ti fa questa domanda: “A chi vuoi piacere? A chi vuoi servire?”.

“Guai a colui che costruisce la sua casa senza giustizia e le sue camere senza equità; che fa lavorare il prossimo per nulla e non gli paga il suo salario” (Geremia 22:13)

“Guai a colui che costruisce la città con il sangue e fonda una città sull’iniquità!” (Habacuc 2:12).

Lasciamoci guidare da Dio in questa suprema opera di ricostruzione e senza dubbio resteremo a bocca aperta per la magnificenza di tutto ciò che Egli compie:

 “Noi siamo infatti collaboratori di Dio, voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio … Ma ciascuno badi a come vi costruisce sopra; poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù. Ora, se uno costruisce su questo fondamento con oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia, l’opera di ognuno sarà messa in luce; perché il giorno di Cristo la renderà visibile; poiché quel giorno apparirà come un fuoco; e il fuoco proverà quale sia l’opera di ciascuno. Se l’opera che uno ha costruita sul fondamento rimane, egli ne riceverà ricompensa” (I Corinzi 3:9-14).

Il punto da cui vogliamo ripartire insieme, la pietra angolare su cui desideriamo edificare gli angoli, le stanze, le mura e i bastioni della nostra vita è Cristo Gesù:

“Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia” (Matteo 7:24, 25).

Concludo rivolgendo insieme a voi questa breve, ma efficace preghiera al Capo e Compitore della nostra fede e di ogni nostro progetto:

La grazia del Signore nostro Dio sia sopra di noi, e rendi stabile l’opera delle nostre mani; sì, l’opera delle nostre mani rendila stabile” (Salmo 90:17).

Dio renda stabile l’opera di ogni mano che si muove per Lui.

Pace del Signore,

                                                                                          Angela Zanghi

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