“E Giona pregò l’Eterno …” (Giona 2:2)

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“E Giona pregò l’Eterno, il suo Dio, nel ventre del pesce, e disse:  Io ho gridato all’Eterno dal fondo della mia  distretta, ed egli m’ha risposto; dalle viscere del soggiorno dei morti ho gridato, e tu hai udito la mia voce.
 Tu m’hai gettato nell’abisso, nel cuore del mare; la corrente mi ha circondato e tutte le tue onde e tutti i tuoi flutti mi son passati sopra.  E io dicevo: Io son cacciato via lungi dal tuo sguardo! Come vedrei io ancora il tuo tempio santo?  Le acque m’hanno attorniato fino all’anima; l’abisso m’ha avvolto; le alghe mi si son attorcigliate al capo. Io son disceso fino alle radici dei monti; la terra con le sue sbarre mi ha rinchiuso per sempre; ma tu hai fatto risalir la mia vita dalla fossa, o Eterno, Dio mio! Quando l’anima mia veniva meno in me, io mi son ricordato dell’Eterno, e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo tempio santo. Quelli che onorano le vanità bugiarde abbandonano la fonte della loro grazia; ma io t’offrirò sacrifizi, con canti di lode; adempirò i voti che ho fatto. La salvezza appartiene all’Eterno. E l’Eterno dié l’ordine al pesce, e il pesce vomitò Giona sull’asciutto (Giona 2:2-11).

È tutto ciò che non deve avere mai fine, il nostro dialogo con Dio, Giona sbaglia, teme, ed è scoraggiato, ma non smette di parlare con Dio nel fondo della Sua angoscia, lo riconosce suo Dio e lo loda ancor prima di aver visto la Sua risposta. Una cosa straordinaria di tanta grazia immeritata è che spesso noi diciamo di non comprendere la voce del Signore in mezzo alla tempesta, oh ma a Giobbe Dio rispose con voce chiara potremmo obiettare, ma a noi no, noi non comprendiamo … eppure guarda cosa accade a Giona… il Signore non risponde affatto a Giona, non gli dice assolutamente nulla, ma dopo che la preghiera del Suo profeta giunge nel tempio santo (perché Giona era un profeta anche se voleva fuggire da questa chiamata troppo dura, ma quando mai Dio ci ha detto che non lo sarebbe stata?) Dio cosa fa? Gli parla? Gli dà di nuovo un comando? No!

No perché Giona non avrebbe ubbidito anche allora, o forse allora lo avrebbe fatto non per amore, ma solo per timore della sua sorte personale, e Dio non se ne fa niente di quella ubbidienza, allora Dio non lo coinvolge, Dio prende atto delle Sue nuove promesse, dei desideri del suo cuore e della sua fede rinnovata nel buio della prova e porta avanti senza chiedergli più il suo parere i Suoi progetti per lui …

Giona ha un compito e Dio gli impedirà di non portarlo avanti…

Mosè disse: “Ti prego, fammi vedere la tua gloria!” Il SIGNORE gli rispose: “Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, proclamerò il nome del SIGNORE davanti a te; farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà”. Disse ancora: “Tu non puoi vedere il mio volto, perché l’uomo non può vedermi e vivere”. E il SIGNORE disse: “Ecco qui un luogo vicino a me; tu starai su quel masso; mentre passerà la mia gloria, io ti metterò in una buca del masso, e ti coprirò con la mia mano finché io sia passato; poi ritirerò la mano e mi vedrai da dietro; ma il mio volto non si può vedere”.

Ha scelto Mosè come dovesse rispondere il Signore alla Sua richiesta di vedere la Sua gloria? No, il Signore! Ma cosa ha fatto il Signore prima di mostrargli la Sua gloria?

Esodo 33:22, 23: “… io ti metterò in una buca del masso, e ti coprirò con la mia mano finché io sia passato; poi ritirerò la mano e mi vedrai”

Giona 2:4: “Tu mi hai gettato nell’abisso”

Forse sei nella buca del masso e nell’abisso, ma io credo che siano entrambi modi del Signore per non coinvolgerti in quello che sta facendo per te, la Sua gloria a volte corrisponde proprio a questi momenti, momenti che passano essendo poi “scaraventati” verso la Sua volontà, come fece il pesce con Giona. Soltanto pochi versi più in là Mosè dovrà pregare in questo modo: “Ti prego, Signore, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, venga il Signore in mezzo a noi, perché questo è un popolo dal collo duro; perdona la nostra iniquità, il nostro peccato e prendici come tua eredità” (Esodo 34:9).

Ma non doveva Mosè vedere la gloria di Dio? E non doveva Giona essere al centro della volontà di Dio? Niniviti e Israeliti erano entrambi popoli dal collo duro, ma Dio aveva detto “… farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà”.

Un giorno hai chiesto al Signore di essere un uomo/una donna secondo il Suo cuore, Dio ha gradito questa richiesta ed ora ti sta dando il privilegio “… non soltanto di credere in lui, ma anche di soffrire per lui” (Filippesi 1:29).

Ho visto gli occhiali della mia fede distorcersi quando le sofferenze sono diventate troppe, ma spesso proprio fra chi non comprende la Parola, fra chi non la accetta, fra chi comprende le cose come gli conviene e a modo proprio, fra chi ci ha fatto e ci farà del male, fra chi non crede in noi e in Colui che ci ha mandato, o fra coloro che non sono quelli che speravamo, ma inaspettatamente aprono il cuore … fra loro c’è la gloria di Dio e il centro della Sua volontà:

“Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? E come udiranno, se non v’è chi predichi?”(Romani 10:14).

“E Isaia si fa ardito e dice: Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano; sono stato chiaramente conosciuto da quelli che non chiedevano di me. Ma riguardo a Israele dice: Tutto il giorno ho teso le mani verso un popolo disubbidiente e contraddicente” (Romani 10:20, 21).

Eppure i Niniviti si convertiranno e Israele sarà con noi attorno al trono dell’Agnello

“Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i savi; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti” (I Corinzi 1:27).

Popoli dal collo duro, ma chi ha conosciuto la mente del Signore da poterlo istruire? Non sta a noi decidere come deve operare il Signore …

 “… Infatti una gran parte del popolo, molti di Efraim, di Manasse, d’Issacar e di Zabulon non si erano purificati, e mangiarono la Pasqua, senza conformarsi a quanto è prescritto. Ma Ezechia pregò per loro, e disse: “Il SIGNORE, che è buono, perdoni chiunque ha disposto il proprio cuore alla ricerca di Dio, il SIGNORE, Dio dei suoi padri, anche senza avere la purificazione richiesta dal santuario”.Il SIGNORE esaudì Ezechia, e perdonò il popolo” (II Cronache 30:18-20).

“SIGNORE, tu ci darai la pace; poiché ogni opera nostra la compi tu per noi” (Isaia 26:12).

Se crediamo che il Signore è Dio ci dobbiamo fidare di Lui, ma soprattutto dobbiamo ubbidirgli ed essergli fedeli in ogni cosa, noi siamo semplici strumenti e se lo accettiamo anche la cosa più dura e spiacevole risulterà dolce farla, perché l’avremo fatta per Colui che ci ha amati al punto da dare Sé stesso per noi, consapevoli inoltre del fatto che tutto ciò che il Signore compie è perfetto e che non ci chiederà mai di fare nulla che non possa risultare alla Sua gloria, nulla che non contribuisca al bene di questo mondo, nulla che nel consiglio eterno non risulti essere il meglio per la nostra stessa vita!

Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà, Giona pregò dal fondo dell’abisso, Mosè fu nascosto in un masso, noi abbiamo la nostra cameretta segreta dove possiamo gridare a Dio, ma mentre per un tempo noi siamo nascosti, non dimentichiamoci che l’opera Sua non cessa, che tremendi sono i Suoi giudizi e le cose che Egli sta per compiere, straordinarie le cose che Egli ha preparate per coloro che l’amano. Sia questo il sentimento di ciascuno di noi in questo giorno: “Dio mio, io prendo piacere a far la tua volontà, e la tua legge è dentro al mio cuore” (Salmo 40:8).

Dio ci aiuti a non allontanarci mai dalla Sua buona, gradita e perfetta volontà.

Pace,

Angela Zanghi

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