Costruire la propria casa

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Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori; se il Signore non protegge la città, invano vegliano le guardie. Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare e mangiate pane tribolato; egli dà altrettanto a quelli che ama, mentre essi dormono. (dal Salmo 127)

First bricks of new house. Brick wall foundation isolated 3l illustration

Come è noto, il salmo 127 è attribuito a Salomone, il più celebrato dei re di Israele, ed è importante che sia proprio lui a dare indicazioni e consigli circa il “progetto” di costruzione della propria casa o della propria famiglia.

Salomone poteva vantare la realizzazione di un “tempio” che sarebbe divenuto una delle sette meraviglie del mondo antico, poteva altresì mostrare l’abilità profusa nella costruzione degli splendidi palazzi reali. Umilmente però riconosce che tutte le nostre capacità sono poca cosa, se Dio non interviene direttamente nell’opera di costruzione.

Molte famiglie non reggono e crollano perchè non hanno usufruito dell’opera del grande “Architetto e Costruttore” (Ebrei 11:10), hanno utilizzato tecniche prettamente umane, fatte di buone intenzioni e pii desideri.

E’evidente che ogni famiglia che nasce richieda l’IMPEGNO UMANO. Dio infatti non incoraggia la pigrizia e l’indolenza, non ci chiama al disimpegno ed al fatalismo. La famiglia comporta un impegno nel “costruire” e nell'”affaticarsi”, nel “proteggere”, nel “vegliare”, nell’alzarsi di buon mattino” e nel procacciare il suo bene ed il suo benessere. Occorre senz’altro uno sforzo individuale e comune, una collaborazione continua e totale, una partecipazione attiva e consapevole alla vita ed alle esigenze della casa.

Ma … “se il Signore non costruisce la casa, se il Signore non protegge la città (Salmo 127:1) tutto l’affanno che ci diamo e gli sforzi che facciamo risulteranno vani ed infruttuosi!

Molti giovani pensano che mettere su casa sia un affare privato e personale, un problema che debbono risolvere in proprio ed autonomamente. Talvolta si ignora che “quel che fa ricchi è la benedizione del Signore” (Prov. 10:22)  e che senza di Lui non possiamo fare nulla (Giov. 15:15).
Dio sarà l’Artefice ed il Garante della nostra casa se saremo disposti ad affidarne a Lui la pianificazione del progetto e la direzione dei lavori, ovvero se lasceremo a Lui stabilire le linee spirituali fondamentali della nostra casa e la realizzazione pratica e quotidiana della vita familiare. Occorre un preciso intervento divino che accompagni e salvaguardi una tale “costruzione”, destinata  a reggere  per tutta la vita.

Un fondamento sicuro (Mat. 7:24)

Innanzitutto è necessario porre bene le fondamenta e costruire sulla roccia stabile che è Cristo Gesù. Colui che può proteggerci dalle piogge, dai torrenti e dai venti contrari e tenere salda la nostra casa mediante la Sua Parola.

Un materiale sicuro (Prov. 24:3,4)

E’ necessario poi utilizzare non tanto le risorse ed i mezzi che la società attuale utilizza (lavoro, ricchezze, posizione sociale, raccomandazioni, ecc…), ma occorre attingere soprattutto alle virtù celesti che non tramontano e non deludono, quali la sapienza, la prudenza, la fedeltà ed il timore di Dio (Salmo 101:2).

Un cemento sicuro (Cant. 8:6,7)

E’ necessario infine tenere unita e compatta la nostra casa attraverso il cemento  dell’amore vero, che è fatto non tanto di ardore e di passione, ma è costituito da quelle qualità pratiche che lo rendono simile all’Amore di Dio (“l’amore è paziente, è benevolo… soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa” 1 Cor. 13:4,7) .

Chi esclude, ignora o trascura Dio nella costruzione dellla propria casa somiglia ad uno stolto che, edificando la sua casa sulla sabbia, si espone ad essere travolto e spazzato via dalle tante problematiche esistenziali (Mat. 7:26).
Saggio è invece colui che invita il Signore ad essere l’ispiratore ed il custode della propria casa, dichiarandosi inadeguato per un compito così importante ed accettando fiducioso il piano ed il disegno di Dio per lui (Ger. 29:11).

“Io onoro quelli che mi onorano” (1 Sam 2:30).

Franco Citarella

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